mercoledì 13 febbraio 2013

♥ Amori speciali ♥

Quest'anno per la festa degli innamorati voglio celebrare l'amore del mondo animale attraverso le stupende immagini di coppie di animali molto diversi tra loro, accomunati dallo scambio di coccole sotto l'occhio indiscreto e fortunato dei fotografi naturalistici.



Nel regno animale il corteggiamento è un comportamento istintivo indispendabile, che serve a comunicare la disponibilità all’accoppiamento. 
Ogni specie adotta comportamenti diversi, ma sono tutte espressioni d'amore!

Sono gli uccelli quelli che compiono cerimonie di corteggiamento tra le più complesse.
Essendo particolarmente marcata la differenza di piumaggio tra maschio e femmina la maggior parte degli uccelli maschi esibisce colorazioni sgargianti e comportamenti particolari.
Alcuni uccelli cantano in duetto, altri fanno spettacolari danze rituali mostrando le parti del corpo maggiormente colorate.



Gli uccelli giardinieri costruiscono delle piccole capanne e le adornano con oggetti vistosi, come semi e bacche colorati, gusci di chiocciole, fiori, ecc. e appena si avvicina una femmina si esibiscono per conquistarla!
Altri uccelli maschi offrono alla femmina materiale utile per la costruzione del nido.
In rare specie invece i ruoli sono invertiti e il corteggiamento è condotto dalla femmina, ma solo se possiede colorazioni più vistose del maschio.
La maggior parte degli insetti invece attirano il partner emettendo sostanze odorose, segnali sonori o offrendo cibo.



Le immagini che seguono sono state pubblicate da National Geographic e sono state scattate dai citati fotografi, che ritraggono animali felici in teneri atteggiamenti.

Momenti perfetti da guardare e riguardare nel giorno di SAN VALENTINO!

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Un tocco di blu


Tra le poche fioriture di febbraio, ce n'è una particolarmente bella, quella dei Muscari Armeniacum!

I muscari sono bulbose perenni di piccola taglia adatte all'inselvatichimento, con minuscoli fiori riuniti a grappoli o spighe, di colore viola, blu oppure bianco, a secondo della specie, che sbocciano solitamente in primavera, ad eccezzione di alcune specie che cominciano a fiorire già da questo mese.
La specie Armeniacum che è la varietà più coltivata e venduta tra le sessanta varietà, per
fioritura prolungata, molto profumata e vistosa.
Spuntano tra i prati con i primi tepori primaverili proprio nel mese di febbraio, se il tempo è clemente, con grappoli rigonfi portati da lunghi steli con
foglie strette e lunghe, che possono arrivare sino a trenta centimetri.

 

Per poter godere della vista di questi spettacolari fiori blu nel proprio giardino, bisogna però organizzarsi per tempo.
Come tutti i bulbi a fioritura invernale/primaverile, i muscari devono essere messi a dimora in autunno, da metà settembre a fine novembre circa, e comunque prima delle gelate.
Se non sapete come fare leggete il detttagliato post: È il momento di piantare i bulbi

I bulbi vanno interrati ad una profondità di circa 5-7 centimetri, con le radici rivolte verso il basso e la punta verso l'alto (regola che vale per tutti i bulbi) coprendo con terreno drenante miscelato con torba e sabbia addizionati con una buona quantità di concime organico (stallatico pellettato)

Questa bulbosa non teme il freddo, non è quindi necessario proteggerla in inverno, ma è importante al momento della messa a dimora che i muscari siano posti in pieno sole, perché necessitano di almeno alcune ore di sole al giorno.
Se coltivati troppo in ombra produrranno più foglie che fiori.


 

Per ottenere il meglio dai muscari, si consiglia di lasciare i bulbi nel terreno anche durante il riposo vegetativo, al fine di farli inselvatichire; in questo modo anno dopo anno la pianta si espanderà in mezzo al prato e si arricchirà di un numero sempre maggiore di fiori.
Con un po' di lavoro, un buon numero di bulbi e una buona dose di pazienza, (prerogativa indispensabile di ogni giardiniere) si possono ottenere effetti tappezzanti come i sottostanti!!! 

 

lunedì 11 febbraio 2013

L'uccello che ama la neve

La neve tanto annunciata sta velocemente coprendo buona parte del Nord Italia e, per rimanere in tema, mentre guardavo i fiocchi cadere, ho pensato di scrivere di un uccello di cui solo da poco ho saputo dell'esistenza, ma che ho da subito adorato.
La neve è il suo habitat per molti mesi all'anno e anche il suo nome lo indica!


Lo splendido rapace protagonista di oggi, che si presenta coperto di un morbidissimo piumaggio bianco maculato, è la civetta delle nevi, conosciuta anche come gufo delle nevi.
È l'uccello più grande dell’Artico, con i suoi 70 cm circa di altezza e un’apertura alare che può raggiungere i 170 cm. 
Il maschio ha una livrea maculata solo in minima parte ed è più piccolo della femmina, che invece ha un'evidente maculatura in tutto il corpo; entrambi hanno le zampe coperte di piume per non farle gelare a contatto con il ghiaccio e due bellissimi occhi gialli lucenti.
Un animale stupendo!


Il suo nome scientifico esatto è bubo scandiacus.
Vive prevalentemente nella tundra artica, ma in inverno quando così al nord il cibo diventa scarso, si sposta più a sud, alla ricerca di nuovi territori di caccia e arriva negli Stati Uniti settentrionali, in Canada, in Islanda, in Scandinavia meridionale, in Gran Bretagna, in Russia centrale e in Cina.
Durante i suoi lunghi viaggi di migrazione sul mare si ferma a riposare sugli iceberg o sulle navi; ama anche posarsi su piccoli alberi, rocce emergenti dalla neve o staccionate, sempre in posizione sopraelevata per dominare dall'alto con lo sguardo per cercare il cibo.
Come tutti i rapaci si tratta di un uccello carnivoro e predatore particolarmente abile ad individuare la preda.


Si può definire un rapace notturno attivo anche di giorno in quanto nelle regioni artiche in cui vive nella bella stagione la luce solare è ininterrotta per 6 mesi.
Grazie alla sua capacità di ruotare la testa di 270 gradi, caratteristica di tutti i gufi, (il cui mistero è stato recentemente svelato dagli studiosi), si apposta in luoghi riparati e attende pazientemente che la preda esca dalla tana per lanciarsi su di essa con un breve volo silenzioso e afferrarla con gli artigli.
Le sue prede preferite sono i lemming, piccoli roditori dell’Artico, ma va a caccia anche di topi, conigli, uccelli marini e pesci.



Il gufo delle nevi si riproduce una volta all’anno, sempre che ci sia sufficiente disponibilità di cibo.
A causa della vita nomade che conduce, maschio e femmina raramente formano una coppia fissa per oltre una stagione, perciò i nidi sono quasi sempre dei buchi improvvisati scavati nel ghiaccio della tundra.
La femmina depone e cova dalle 5 fino alle 14 uova negli anni in cui trova abbondanti prede.
I piccoli sono protetti da entrambi i genitori fino al primo mese di vita, perché il nido può essere attaccato dalle volpi artiche o dai lupi; i gufetti non lasciano il nido prima di 25 giorni dalla nascita, ma iniziano a volare solo dopo 50-60 giorni.
Durante i primi mesi di vita questi meravigliosi nidiacei hanno un piumaggio morbidissimo grigio che serve ad attirare il calore e a renderli meno visibili all'interno del nido.
Guardare che tenerezza!!!

 

sabato 9 febbraio 2013

La saggezza delle nonne


Le nostre nonne tenevano sempre a portata di mano una scatola di bicarbonato di sodio, per diversi usi quotidiani, come la pulizia della casa, lavare frutta e verdura, contro l'acidità di stomaco, o per disinfettare gli abiti e gli accessori dei neonati.
Ancora oggi il bicarbonato di sodio è un ottimo alleato naturale dalle molteplici applicazioni di uso sicuro ed efficace e può sostituire i prodotti chimici nella pulizia della casa e nella cura personale, dannosi per la nostra salute e per l’ambiente.
Ecco un elenco degli utilizzi più comuni del bicarbonato di sodio.

 

IL BICARBONATO DI SODIO NELLE PULIZIE DI CASA


Preparando una miscela di bicarbonato di sodio ed acqua si possono effettuare le pulizie di casa semplicemente strofinando vigorosamente con una spugna o un panno umido le superfici lavabili della cucina, e risciacquando alla fine.

La stessa miscela con un aggiunta di un bicchiere di aceto bianco è ottimo come detersivo naturale per i pavimenti in ceramica.

Passare l’argenteria (per chi ce l'ha) con un panno umido e un’emulsione di tre parti di bicarbonato ed una di acqua, risciacquando e asciugando bene, la lascerà pulita e brillante.

È geniale per rimuovere gli odiosi acari che si annidano nei tappeti e nella moquette: basta cospargere bene la superficie con il bicarbonato, lasciarlo agire per un’intera notte e il giorno dopo rimuovere tutto con l’aspirapolvere.
Questo rimuoverà anche i cattivi odori sia dal tappeto che dall'aspirapolvere.

Nell'acqua per lavare i piatti, un cucchiaio di bicarbonato aiuta a rimuovere le macchie ostinate e potenzia l’effetto del detersivo.

Posizionare una ciotola con circa 200 g di bicarbonato in frigorifero elimina i cattivi odori. 
Perfetto anche per la pulizia periodica delle pareti interne del frigorifero con una soluzione composta da 4 cucchiai di bicarbonato in un litro d’acqua.

Stesso vale per la caffettiera, la polvere miracolosa permette di eliminare macchie e cattivi odori con una semplice soluzione fatta con un bicchiere di aceto di mele e due cucchiai di bicarbonato.

Strofinare le superfici con una spugna inumidita e del bicarbonato asciutto è utile per rimuovere le macchie di teina dalle tazze o dalle teiere.


Aggiungerne un cucchiaio nel cassetto del detersivo della lavatrice migliora l'azione sbiancante sulla biancheria durante il lavaggio.

Sempre con il bicarbonato, si possono pulire i sanitari del bagno senza graffiarli, versandone un po' su una spugna umida, poi risciacquare.
 
Per allontanare scarafaggi e formiche basta cospargere le fessure e i punti d'ingresso degli insetti con qualche goccia di olio essenziale di menta, eucalipto o salvia.

Spargendone
qualche cucchiaio sul fondo della pattumiera serve ad eliminare i cattivi odori.
Ha la stessa efficacia nelle lettiere per gatti, così come sul fondo della cesta della biancheria, e agisce anche come disinfettante.

Quando l'effetto del bicarbonato di sodio sarà quasi svanito (questo avviene dopo circa due mesi), invece di gettarlo nella spazzatura è meglio versarlo negli scarichi per pulire e disinfettare anche quelli.


L’INGREDIENTE SEGRETO NELLE RICETTE


Il bicarbonato di sodio serve anche nella lievitazione dei dolci da forno e delle torte, infatti se se ne aggiunge un cucchiaino di bicarbonato al lievito utilizzato ne potenzia l'effetto.
Se si desidera eliminare completamente il lievito, bisogna mescolare la punta di un cucchiaino di bicarbonato con un vasetto di yogurt.

Con la punta di un cucchiaino di bicarbonato ogni 3 uova, si ottiene una frittata morbida e soffice.

La medesima dose è necessaria per rendere il bollito più tenero.

Un cucchiaio sciolto nell'acqua di lavaggio dei vegetali è un antiparassitario naturale che elimina le impurità da frutta e verdura; occorre risciacquare con abbondante acqua.
Stesso vale per la cottura dei legumi e delle verdure; un cucchiaio di bicarbonato ogni litro d’acqua nella pentola aiuterà la cottura ed eliminerà l’amaro delle verdure.


giovedì 7 febbraio 2013

Un anno di blog!!!


Ebbene si, il pettirosso ha proprio ragione, un anno fà, esattamente il 7 febbraio 2012, è iniziata la mia avventura con il blog!

Non mi sembra sia già passato un anno da quando ho scritto le prime righe sul blog!
Il tempo è passato velocissimo, come capita sempre quando ci si diverte.
Ho iniziato tutto per gioco e per curiosità senza sapere cosa aspettarmi e giorno dopo giorno è diventata una piacevole e immancabile abitudine della mia giornata.
La mattina prima di andare al lavoro, controllo le visite e i nuovi commenti, la sera rispondo ai commenti e preparo qualche nuovo post, ci butto sempre un occhio prima di andare a dormire (a volte molto tardi) poi, nei momenti di maggior tempo libero, commento, pubblico, ricerco informazioni, abbozzo, faccio e scarico foto, ma soprattutto ....scrivo, scrivo, scrivo!

È un hobby che richiede tempo, volontà e costanza, ma finchè riuscirò a farlo, continuerò a condividere le mie passioni e le notizie che ritengo interessanti, attraverso questa specie di diario virtuale, visto che le soddisfazioni che ricevo ripagano di gran lunga la fatica!
Funziona anche come antistress!

In questo periodo particolare della mia vita trascorso in compagnia del blog, ho conosciuto persone fantastiche, che mai avrei potuto conoscere se non avessi iniziato questa esperienza, queste persone, attraverso i commenti, le condivisioni, le collaborazioni e la fiducia che ripongono in ciò che scrivo, hanno fatto accrescere la stima di me stessa e la consapevolezza delle mie predisposizioni naturali.

Da un anno a questa parte, grazie al blog inoltre, ho migliorato la mia capacità comunicativa e la mia sintassi, ho imparato cose nuove e utili, soprattutto in seguito alla frequentazione di altri blog creativi, curati, ben scritti e ricchi di approfondimenti su argomenti vari.
Con grande sorpresa ho appreso attraverso alcuni commenti estremamente gratificanti, che ho addirittura ispirato alcuni di voi ad aiutare gli uccelli e gli animali, o a prendersi maggior cura delle proprie piante!
Per me è un risultato davvero insperato fino a pochi mesi fa!
Detto tutto ciò, posso scrivere con piacere:
  
BUON    COMPLEANNO A

IL MONDO IN UN GIARDINO!


I motivi per non abbandonare il mio passatempo-antistress, come potrete capire, sono tanti e la cosa bella è che aumentano ogni giorno!
Devo ringraziare di tutti i risultati fin qui ottenuti, gli amici/amiche che mi hanno visitato in questi 365 giorni felici!


Continuate così, mi raccomando, e.... mille grazie!!!!

martedì 5 febbraio 2013

La cactacea antistress

Da diversi anni è noto che il colore verde delle piante ha un effetto rilassante e che molte specie purificano l'aria dagli agenti inquinanti, ma ora c'è una  novità.
Pochi giorni fa mentre mi trovavo dal parrucchiere in attesa del mio turno, sfogliando una rivista, ho trovato un articolo su una pianta, di cui nemmeno conoscevo l'esistenza, che mi ha colpito per le sue proprietà molto interessanti. 
L'articolo riportava la notizia che un recente studio condotto dall'Università del Surrey, in Inghilterra, ha dimostrato che una pianta della famiglia delle cactacee, chiamata rhipsalis, ha forti proprietà antistress!


Pare che questa sempreverde, che alle nostre latitudini si coltiva in appartamento, oltre al già conosciuto effetto calmante, possegga proprietà che combattono lo stress al punto che averne alcuni esemplari in casa, o sulle scrivanie degli uffici, abbassa notevolmente il livello di stress rispetto ai luoghi in cui non è presente.

La rhipsalis, oltre a queste particolari doti, con i suoi lunghi viticci a crescita veloce è una pianta molto decorativa.
In natura cresce nelle foreste pluviali del Centro e Sud America, in Africa e in alcune isole dell’Oceano Indiano, sui tronchi dei grossi alberi in penombra, facendo penzolare i suoi lunghi steli verdi fino al terreno.

Ne esistono moltissime specie, con una grande varietà di colori e forme, ma la differenza di aspetto tra le specie può essere molta.
Possono essere a sviluppo verticale, oppure ricadente, con fusti più o meno succulenti e più o meno sottili; la maggior parte sono prive di spine, ma spesso sono coperte da piccoli peli.
I piccoli fiori che nella maggior parte delle specie sbocciano verso la parte finale degli steli, possono essere di colore bianco o giallo, o rosa, raramente rossi. 

I frutti che succedono ai fiori ricordano per la forma i frutti di bosco.



Essendo una pianta di facile coltivazione non ha bisogno di molte cure, ma la luce non le deve mai mancare, anche se teme i raggi diretti del sole, soprattutto nei mesi più caldi dell'anno, quando è opportuno ombreggiarla. 
In casa va posizionata possibilmente esposta a nord e vicino ad una finestra.
Teme molto il freddo, quindi la temperatura ideale é tra i 18° e i 21°, con un margine di 5° in più o in meno; in inverno è consigliabile mantenerla ad una temperatura non inferiore ai 13°.


La rhipsalis ha una chioma rigogliosa che cresce molto rapidamente formando una vera e propria cascata verde, oppure mantenendo un aspetto compatto si possono ottenere composizioni di più specie come quella nell'immagine sopra.
Per contenerne l'esuberanza, può essere potata senza correre troppi rischi, ma tagliando per gradi, dal basso verso l'alto, evitando i periodi dell'anno di maggiore crescita.

Le annaffiature devono essere regolari per tutta la stagione vegetativa, da aprile a settembre, fornita ogni volta che il terreno è asciutto; se l'estate è paricolarmente calda è meglio vaporizzare la pianta con acqua distillata.
In autunno e in inverno è opportuno garantire un periodo di riposo, diminuendo l'apporto di acqua.

Il terreno di coltivazione deve essere ben drenante e non particolarmente ricco. 
Nel caso di rinvaso aggiungere ghiaia o pietra pomice sul fondo per evitare ristagni idrici, che possono causare marciume radicale.
L'eccessiva umidità può causare attacchi da parte di acari e cocciniglia.

La concimazione deve essere somministrata miscelando del concime liquido per cactacee nell'acqua delle annaffiature ogni 15-20 giorni dall'inizio della primavera alla fine dell'estate.

La rhipsalis può essere moltiplicata per talea, da praticare in estate, prelevando piccole parti di fusto da far radicare in un miscuglio di sabbia e torba e da mantenere umido fino a radicazione; ci vorrà qualche mese per poterle interrare in vasi singoli.

Il suo curioso nome prende origine dalla parola greca Rhips che significa vimini e si riferisce alla massa dei sottili fusti che ne formano il corpo.

domenica 3 febbraio 2013

Il volo degli storni

 

I voli degli storni sono un fenomeno legato al mondo degli uccelli che mi ha sempre incuriosito.
Quando li osservo volteggiare in cielo mi domando come facciano a muoversi così coordinati gli uni vicini agli altri, come se seguissero una coreografia studiata.
Le dinamiche del movimento di questi uccelli così particolari che per lungo tempo sono state osservate dall'occhio degli esperti.


Proprio a tal proposito ho letto che negli ultimi anni è stato pubblicato il risultato di uno studio dei ricercatori dell'INFM (Istituto nazionale di fisica della materia) presso il Cnr, che tramite l'osservazione di mesi e mesi di evoluzioni, tantissime foto e riprese video, hanno ricostruito il complesso sistema di regole e strategie che regolano il volo di ogni singolo uccello all'interno dello stormo. 



Fino a oggi era un mistero come gli uccelli che compongono uno stormo di migliaia di esemplari, riescano a coordinarsi muovendosi all'unisono creando disegni quasi geometrici e pattern caleidoscopici. 
Ora finalmente il mistero è stato svelato!


Il progetto di ricerca europeo che coinvolge sette centri di ricerca di cinque paesi, ha scoperto che gli storni, per difendersi dai loro predatori naturali, come per esempio i rapaci, viaggiano compatti in gruppi di 5-10 mila esemplari, che volano ad una distanza di circa 80 centimetri-un metro e mezzo l'uno dall'altro.


sabato 2 febbraio 2013

2 febbraio: il giorno della marmotta!

La marmotta è un mammifero che vive in ambienti montani e si costruisce profonde e articolate tane sotterranee, scavando nel terreno grazie a forti unghie, in cui in inverno si ripara durante in letargo, solitamente insieme alla sua famiglia.
Ha una pelliccia folta e ruvida, di colore grigio-bruno, e una lunga coda scura e pelosa.
Pur essendo un roditore piuttosto pesante e dagli arti corti, riesce a correre, a saltare ed arrampicarsi tra le rocce con straordinaria velocità ed agilità.
Possiede due denti incisivi molto sviluppati ed emette un fischio molto acuto quando è impaurita.


Vi sto parlando di nuovo di questo simpatico animaletto perché oggi, 2 febbraio, è  il Giorno della Marmotta!


Si tratta di una festa celebrata negli Stati Uniti e nel Canada, ma di origine europea.
La prima volta che venne festeggiato questo giorno fu l'anno 1887, esattamente nel villaggio di Punxsutawney, in Pennsylvania.
La tradizione fu portata in America dagli emigranti di lingua germanica, che erano soliti prevedere il tempo con sistemi non scientifici, basati sugli eventi naturali e sui comportamenti degli animali (orsi e tassi).
Secondo questa curiosa tradizione molto seguita, se una marmotta scelta per l'occasione, (animale tipico della zona) esce dal suo rifugio e non riesce a vedere la sua ombra, causa il tempo nuvoloso, l'inverno finirà presto; se invece al contrario la giornata è serena, e la marmotta si spaventa vedendo la sua ombra, questa emette il suo caratteristico fischio, e torna di corsa nella sua tana, per continuare tranquilla il suo letargo, perché ciò significa che l'inverno continuerà per altre sei settimane.

Il 2 febbraio nella meteorologia non è una data casuale, bensì è esattamente a metà tra il solstizio d'inverno, 22 dicembre, e l'equinozio di primavera, 20 marzo.

 

Ogni anno il rituale del Groundhog Day, ha inizio alle 7.30 del mattino, quando la marmottina di Punxsutawney, di nome Phil, viene svegliata dal sindaco della ridente cittadina che con un gruppo di delegati vestiti di tutto punto, bussa con un bastone alla porta della tana.
Tutta la cerimonia avviene davanti a diverse migliaia di visitatori, turisti, curiosi e giornalisti, che si riuniscono davanti alla tana, che si trova in un grande parco sulla collina di Gobbler’s Knob, in attesa del particolare responso.

 
 
  
Che carina Phil la marmotta!
La festa del Giorno della marmotta è diventata famosa in tutto il mondo grazie al bellissimo film del 1993 dal titolo italiano "Ricomincio da capo" con l'attore Bill Murray.
Conosco quasi a memoria questa esilerante commedia e mi piace riguardarlo spesso, considerandolo un cult imperdibile ricco di battute geniali.
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