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domenica 28 luglio 2013

Che occhi grandi che hai!

I rapaci mi affascinano ogni giorno di più!


Cerco di non lasciarmi sfuggire le notizie o i video in cui questi affascinanti uccelli sono protagonisti, per non parlare delle incredibili foto che si trovano in rete, alcune davvero straordinarie!
Ricordate ad esempio quelle della fortunata fotografa di: Aguzzate la vista?


Le civette sono le mie preferite, se potessi le riempirei di baci!

A questo proposito, ho appena guardato un video pubblicato da Repubblica.it, di una dolcissima civetta che si scambia "baci all'eschimese" (naso a naso) con un ragazzo, mostrando di apprezzare molto le coccole ricevute, sbattendo lentamente i suoi grandi occhi espressivi
La scena mi ricorda le espressioni dolci di Molla, un paio di anni fà, civetta di Brembate diventata in poco tempo una cliccatissima star del web. (Per rivedere quel video cliccate qui).

 


Sabato sera abbiamo ospitato a casa nostra alcuni amici per una grigliata all'aperto in compagnia e ... indovinate cosa mi hanno portato?
Conoscendo la mia passione per gli uccelli mi hanno regalato una bellissima lanterna a forma di gufetto!

Troppo carino!

Ho molto apprezzato ragazze, grazie mille!!!

sabato 6 luglio 2013

I Giardini Perduti di Heligan


C'è un posto in Inghilterra con una storia degna di essere raccontata in un libro.
Si tratta di un luogo sospeso tra fantasia e realtà che, per un lungo periodo di tempo è stato ricoperto da un fitto manto verde, come se la natura se ne fosse riappropriata, trasformandolo così in un luogo magico.

I Giardini Perduti di Heligan si trovano a Pentewan, St. Austell, in Cornovaglia, e hanno ben 500 anni di storia; per circa 400 anni furono curati e mantenuti con grande cura dalla famiglia Tremayne, che proprio ad Heligan aveva la residenza.
La Prima guerra mondiale però si portò via molti dei giardinieri che se ne occupavano e la tenuta cadde in rovina. 
Dopo decenni di abbandono e il devastante uragano del 1990, i Giardini di Heligan stavano quasi per sparire per sempre, invece destino volle che, durante un sopralluogo degli attuali proprietari discendenti dei Tremayne, scoprirono una minuscola stanza verde, sepolta sotto i calcinacci caduti da un angolo di uno dei giardini recintati, e scavando sotto le macerie venne svelato il segreto.
Una scritta incisa sulle mura di pietra diceva: “Non venite qui per dormire o riposare”, datata agosto 1914, con l'elenco dei nomi di chi che vi avevano lavorato.
Venne organizzata così una grande squadra di lavoro con un progetto di restauro che è durato diversi anni, che è riuscito a liberare dai rovi di rampicanti e di edera gli alberi secolari.
Antichi pascoli, boschi, orti, corsi d’acqua, stagni e laghetti, sculture, ora sembrano prendere vita insieme agli animali selvatici che li popolano.

La proprietà si estende ora su circa 200 ettari della tenuta originale, quindi il progetto non è ancora finito, ma, contro ogni previsione i giardini sono stati riportati al loro originario splendore.
Oggi i Giardini sono aperti al pubblico, che potrà godere durante la visita dell’atmosfera selvaggia dei luoghi, che li ha resi famosi in tutto il mondo.
Alberi altissimi, laghetti, animali selvatici e tappeti di campanule, insieme a misteriose sculture di fanciulle giganti e curiosi troll ricoperti di erba e muschio, lasciano a bocca aperta grandi e piccini.

"La bella addormentata"
I fortunati visitatori possono esplorare liberamente diverse sezioni.
La Valle Perduta, che piace molto ai bambini, ha tanti sentieri nascosti e casette di pipistrelli.
Gli Orti Vittoriani, che sono stati pluripremiati, riproducono fedelmente gli orti dell’epoca vittoriana con oltre 200 varietà di frutta, erbe ed ortaggi, tutti coltivati con metodi tradizionali.


In primavera i Giardini di Heligan si ricoprono di campanule, i rododendri e le camelie fioriscono, regalando agli appassionati di giardini una visione straordinaria.


La Giungla è un'area del giardino da non perdere, con vegetazione lussureggiante, piantagioni esotiche di banani, rabarbari giganti e tunnel di altissimi bambù.
Una suggestiva passerella di legno permette di esplorare questa zona comodamente, attraversando stagni e sottobosco.


La palude si trova nel centro della tenuta e vi si può osservare a distanza ravvicinata la fauna selvatica. 

 
Anche all'interno del centro visitatori si possono visionare interessanti mostre interattive, complete di fotografie, video e informazioni sulla fauna del luogo. 
All’interno dei Giardini ci sono tanti bei posti in cui fermarsi a mangiare o a riposarsi.

venerdì 12 aprile 2013

Aguzzate la vista!

Ci sono persone che hanno la grande fortuna di fare per mestiere ciò che altri fanno solo per hobby.
È il caso dei fotografi naturalistici, che personalmente invidio molto, per le esperienze che possono vivere a contatto con la natura e gli animali.
Sebbene sia consapevole che non è un mestiere facile, sono convinta che per questi professionisti ci siano momenti che ripagano dei lunghi e faticosi appostamenti, delle attese e delle occasioni mancate, proprio come è successo alla fotografa professionista Marina Scarr, durante un servizio fotografico presso il Desoto Park, in Florida.

L'abile fotografa americana è riuscita a cogliere alcune immagini straordinarie di un bellissimo esemplare di un gufo, appollaiato su quello che a prima vista sembra un semplice grosso ramo di un albero del parco.
Ma la straordinarietà dell'immagine non è la bellezza del rapace!

 

Bisogna aguzzare la vista per cogliere la sorpresa che le immagini nascondono...

La fotografa, fortunata autrice dello scatto, solo dopo aver riguardato sul display della fotocamera le immagini appena colte, si è resa conto che gli occhi che guardavano nell'obbiettivo erano 4 anziché 2!
Il gufo, evidentemente femmina, mimetizzato perfettamente tra le piume, nascondeva il suo piccolo pennuto appena nato!
Se si osserva meglio, sembrano proprio appollaiati sui resti del nido.

Uno scatto davvero da far invidia!

Fonte: Repubblica.it

lunedì 11 febbraio 2013

L'uccello che ama la neve

La neve tanto annunciata sta velocemente coprendo buona parte del Nord Italia e, per rimanere in tema, mentre guardavo i fiocchi cadere, ho pensato di scrivere di un uccello di cui solo da poco ho saputo dell'esistenza, ma che ho da subito adorato.
La neve è il suo habitat per molti mesi all'anno e anche il suo nome lo indica!


Lo splendido rapace protagonista di oggi, che si presenta coperto di un morbidissimo piumaggio bianco maculato, è la civetta delle nevi, conosciuta anche come gufo delle nevi.
È l'uccello più grande dell’Artico, con i suoi 70 cm circa di altezza e un’apertura alare che può raggiungere i 170 cm. 
Il maschio ha una livrea maculata solo in minima parte ed è più piccolo della femmina, che invece ha un'evidente maculatura in tutto il corpo; entrambi hanno le zampe coperte di piume per non farle gelare a contatto con il ghiaccio e due bellissimi occhi gialli lucenti.
Un animale stupendo!


Il suo nome scientifico esatto è bubo scandiacus.
Vive prevalentemente nella tundra artica, ma in inverno quando così al nord il cibo diventa scarso, si sposta più a sud, alla ricerca di nuovi territori di caccia e arriva negli Stati Uniti settentrionali, in Canada, in Islanda, in Scandinavia meridionale, in Gran Bretagna, in Russia centrale e in Cina.
Durante i suoi lunghi viaggi di migrazione sul mare si ferma a riposare sugli iceberg o sulle navi; ama anche posarsi su piccoli alberi, rocce emergenti dalla neve o staccionate, sempre in posizione sopraelevata per dominare dall'alto con lo sguardo per cercare il cibo.
Come tutti i rapaci si tratta di un uccello carnivoro e predatore particolarmente abile ad individuare la preda.


Si può definire un rapace notturno attivo anche di giorno in quanto nelle regioni artiche in cui vive nella bella stagione la luce solare è ininterrotta per 6 mesi.
Grazie alla sua capacità di ruotare la testa di 270 gradi, caratteristica di tutti i gufi, (il cui mistero è stato recentemente svelato dagli studiosi), si apposta in luoghi riparati e attende pazientemente che la preda esca dalla tana per lanciarsi su di essa con un breve volo silenzioso e afferrarla con gli artigli.
Le sue prede preferite sono i lemming, piccoli roditori dell’Artico, ma va a caccia anche di topi, conigli, uccelli marini e pesci.



Il gufo delle nevi si riproduce una volta all’anno, sempre che ci sia sufficiente disponibilità di cibo.
A causa della vita nomade che conduce, maschio e femmina raramente formano una coppia fissa per oltre una stagione, perciò i nidi sono quasi sempre dei buchi improvvisati scavati nel ghiaccio della tundra.
La femmina depone e cova dalle 5 fino alle 14 uova negli anni in cui trova abbondanti prede.
I piccoli sono protetti da entrambi i genitori fino al primo mese di vita, perché il nido può essere attaccato dalle volpi artiche o dai lupi; i gufetti non lasciano il nido prima di 25 giorni dalla nascita, ma iniziano a volare solo dopo 50-60 giorni.
Durante i primi mesi di vita questi meravigliosi nidiacei hanno un piumaggio morbidissimo grigio che serve ad attirare il calore e a renderli meno visibili all'interno del nido.
Guardare che tenerezza!!!

 

giovedì 9 febbraio 2012

Molla la civetta

Ho scoperto da poco quanto sono carine le civette.
Ne avete mai vista una da vicino?
A me è capitato a gennaio, era appollaiata su un tronco tagliato, lungo una strada di campagna a pochi chilometri da Parma.
Purtroppo è rimasta ferma solo pochi secondi e appena si è accorta della nostra presenza si è nascosta nel fosso sottostante.
Non ho avuto modo di accarezzarla, come avrei voluto, ma posso giurare che è incredibile!
Molto più piccola del gufo, anche se della stessa famiglia dei rapaci, è una pallina di piume con due occhioni dolcissimi.


Per chi non l'avesse mai visto, consiglio di non perdersi questo video che è stato tanto cliccato su You Tube.
Si tratta di una civettina di nome MOLLA, che vive in una riserva di rapaci delle Alpi Orobie, che si fa coccolare... e sembra piacerle davvero tanto..

Buona visione.


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