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giovedì 20 giugno 2013

Piovono uccellini...un anno dopo

Purtroppo è successo di nuovo.
Speravo non mi capitasse più, e invece, ieri, appena tornata dal lavoro nella pausa pranzo, ho trovato uno storno nato da non più di una settimana, vicino alla porta di casa!
Era un uccellino non ancora in grado di volare, e mi sono accorta di quell'esserino spaventato quando, avvicinandomi alla porta, ho sentito un flebile singolo cinguettio.
Ho guardato in basso ed eccolo lì, l'ennesimo storno caduto dal nido!!!

 
Appena l'ho visto sono stata colta dall'angoscia, non sapendo da quanto fosse lì, al caldo, lontano dalla mamma e probabilmente spaventato.
Dopo i primi secondi di sconforto per il destino del piccolo, mi sono fatta coraggio, l'ho delicatamente raccolto e portato al fresco all'interno di casa.
Come prima cosa gli ho dato da bere strizzandogli acqua nel becco con della carta da cucina, (il piccolo ha aperto il becco appena ha sentito le gocce sulla testa), dopodichè l'ho messo nella prima scatola da scarpe che ho trovato, foderando il fondo con una pagina di giornale.
Gli ho scattato un paio di foto con il telefono, ma non volevo spaventarlo ulteriormente, così dovrete perdonarmi se questa volta le immagini sono di scarsa qualità.

 

Avrei voluto dargli qualche piccolo boccone di carne ma non avendo del macinato, ho provato con del pollo che, nonostante abbia provato ripetutamente, non sono riuscita a fargliene mangiare più di due minuscoli pezzi.
Dopo pochi minuti si è addormentato nell'angolo della scatola con la testita appoggiata al cartone, tanto era stremato e ho sperato che fosse un bene.
Mentre continuavo a controllare che lo storno respirasse, ho rintracciato su internet gli orari e l'indirizzo della sede Lipu della mia città e appena ho potuto, sono partita.
Per fortuna il piccolo è rimasto calmo durante il viaggio in auto di pochi km, protetto nella sua scatola con il coperchio bucherellato per far passare aria sufficiente.
Ha continuato a fare dei pisolini, cinguettando solo un paio di volte, dandomi la certezza che era ancora vivo.
Una volta arrivata al centro di recupero ho consegnato l'uccellino ad una ragazza incaricata dei recuperi che mi ha rassicurato sul suo futuro, e a quel punto sono tornata a casa felice per aver fatto la cosa giusta.
 
L'esperienza dell'anno scorso, quando ho trovato l'altro storno caduto dal nido: Piovono uccellini mi è sicuramente stata utile per essere preparata a questa seconda avventura.
Ricordate com'era carino lo storno salvato in giardino un giorno di caldo torrido?
Chissà dove sta volando ora...


Questo periodo dell'anno capita spesso che i nidiacei cadano dai nidi sui tetti o sugli alberi e bisogna assolutamente aiutarli prima che il caldo o possibili predatori gli possano nuocere.
Per chi non sapesse come nuoversi in questa situazione, ho dettagliamente riportato tutte le raccomandazioni della Lipu nel post: Come aiutare gli animali selvatici, ma se siete capitati qui e avete fretta di avere notizie, riassumo le principali cose da sapere.

Quando si trova un uccello, specialmente se fa caldo, bisogna innanzitutto farlo bere, con una siringa senza di ago oppure (come ho fatto io) strizzando le gocce facendole scivolare direttamente nel becco da un pezzo di carta da cucina o semplicemente con il dito. 
Dopodichè, se non potete portare subito il malcapitato uccellino al centro di recupero più vicino, tenete conto che dovrete cominciare ad alimentarlo spesso, dandogli omogeneizzati di carne, piccoli pezzi di carne cruda oppure in mancanza di cibo una soluzione salina (tipo Gatorade) che potete fare in casa miscelando in un bicchiere d'acqua un po' di zucchero e un po' di sale.
Non tenete l'uccellino con voi, anche se siete tentati, perché se è una specie selvatica è giusto che rimanga libero in natura!
Per chi mi legge da Parma e dintorni vorrei segnalare che la sede della Lipu, ora anche centro di raccolta, si è spostata da Via Trento a Via Udine n. 3, dove persone preparate e amorevoli accolgono gli uccelli in difficoltà, prendendosene cura fin dal primo momento.
Sono sicura di aver lasciato il piccolo in buone mani.

Mentre ero lì ho approfittato per firmare la petizione contro la cattura e la detenzione di uccelli come "esche" per l'attività venatoria, quelli che vengono chiamati "richiami vivi".

Questi poveri uccelli vengono catturati e rinchiusi ingabbia per il crudele scopo di cantare per attirare i loro simili, in modo da renderli facili prede dei cacciatori. 
Pensate che per fare in modo che cantino quando serve a loro, i cacciatori senza scrupoli rinchiudono gli esemplari di merli, cesene, tordi o allodole, in luoghi umidi e bui, con poca aria e igiene, in anguste gabbie dove è impossibile volare, ed è facile che subiscano traumi o ferite.
I pochi che sopravvivono all'atrofizzarsi degli arti e allo sconvolgimento dei ritmi giorno e notte, rischiano di vivere in gabbia tutta la vita.

Questa pratica incivile e assurda oggi è ancora permessa, e deve assolutamente essere abolita!

Gli uccelli selvatici hanno diritto alla loro libertà!

Firmate subito anche voi la petizione cliccando sul sito della Lipu alla seguente pagina: 

Lipu.it/petizioni/richiamivivi.asp

Ci vuole solo un attimo ma è molto importante!

Spargete la voce!!! 

domenica 3 febbraio 2013

Il volo degli storni

 

I voli degli storni sono un fenomeno legato al mondo degli uccelli che mi ha sempre incuriosito.
Quando li osservo volteggiare in cielo mi domando come facciano a muoversi così coordinati gli uni vicini agli altri, come se seguissero una coreografia studiata.
Le dinamiche del movimento di questi uccelli così particolari che per lungo tempo sono state osservate dall'occhio degli esperti.


Proprio a tal proposito ho letto che negli ultimi anni è stato pubblicato il risultato di uno studio dei ricercatori dell'INFM (Istituto nazionale di fisica della materia) presso il Cnr, che tramite l'osservazione di mesi e mesi di evoluzioni, tantissime foto e riprese video, hanno ricostruito il complesso sistema di regole e strategie che regolano il volo di ogni singolo uccello all'interno dello stormo. 



Fino a oggi era un mistero come gli uccelli che compongono uno stormo di migliaia di esemplari, riescano a coordinarsi muovendosi all'unisono creando disegni quasi geometrici e pattern caleidoscopici. 
Ora finalmente il mistero è stato svelato!


Il progetto di ricerca europeo che coinvolge sette centri di ricerca di cinque paesi, ha scoperto che gli storni, per difendersi dai loro predatori naturali, come per esempio i rapaci, viaggiano compatti in gruppi di 5-10 mila esemplari, che volano ad una distanza di circa 80 centimetri-un metro e mezzo l'uno dall'altro.


sabato 8 settembre 2012

I love birdgardening!

Il mio hobby di recente scoperta è diventata una vera passione, emozionante, divertente e coinvolgente!
Il birdgardening mi ha introdotto al colorato mondo degli uccelli, a cui prima di quest'anno non avevo mai fatto molto caso.

Storno sul tetto "beccato" con insetto in bocca

Come ho già raccontato in diversi post sugli uccelli selvatici, tutto è iniziato quest'inverno a causa della neve, quando mi sono attivata per gli uccellini affamati, mettendo semi sul balcone, dopo aver letto l'appello della Lipu.
Vedendo quanti meravigliosi esserini con le ali accorrevano per mangiare davanti alle mie finestre, mi sono appassionata alla loro causa e ho iniziato ad informarmi meglio sul loro mondo e sulle loro esigenze.
Così, dopo aver raccolto approfondito l'argomento, ho iniziato a mettere in atto le misure necessarie per attirare sempre più uccellini nel mio giardino.
Da allora ho fatto passi da gigante e ho imparato sempre più cose sugli adorabili pennuti!

Merlo nascosto tra le fronde del ciliegio

domenica 24 giugno 2012

Piovono ....uccellini!


Qualche giorno fà purtroppo è successo quello che temevo!

Uno storno nato da poco è caduto dal tetto nel giardino! 

Sul tetto di casa ci sono parecchi nidi di storno; ho visto io stessa gli storni mentre li costruivano un paio di mesi fà, portando foglie e rametti nel becco e li vedo ogni giorno cercare insetti nel prato.
Purtroppo uno degli inconvenienti di questa stagione e che i piccoli possano cadere dal nido, nel tentativo di volare, o per il vento o perché troppo vicino alla parte scendente del tetto.
Può capitare quindi che ... piovano uccellini!

Ho atteso qualche giorno per raccontarlo perché mi dovevo riprendere dall'ansia che ho provato per la salute del piccolo e dalla tristezza per il successivo distacco.

Il nidiaceo di storno non essendo ancora in grado di volare sarebbe stato in pericolo per il gran caldo e i vari gatti randagi della zona, oltre al fatto di non essere capace di cacciare insetti per cibarsi.
Per tutto il tempo trascorso da quando l'ho raccolto sulla fioriera dove era atterrato, fino alla mattina successiva, la mamma lo cercava e lo chiamava con un canto disperato che mi straziava il cuore.
Purtroppo non sapevo come fare per restituirglielo....il tetto è irraggiungibile, se non volando, ma il piccolo faceva solo piccoli balzi.
Guardate quant'è carino il tenerissimo storno nato da poco, e come mi guardava da dentro la sua casetta temporanea!

lunedì 12 marzo 2012

L'uccello dalle uova azzurre


Avete mai visto gli storni sui tetti?
Nonostante avessi poca conoscenza del mondo degli uccelli selvatici prima di quest'anno, conoscevo già gli storni.
Vi spiego perchè:
La scorsa primavera ho trovato un uovo azzurro sul prato del giardino.
Un uovo azzurro prima di allora l'avevo visto solo a Pasqua, tipo quelli di zucchero fuori e cioccolato dentro, e non capivo come potesse essere lì, nel mio prato.
Purtroppo appena l'ho raccolto, essendo molto fragile, si è rotto e ho capito solo in quel momento, con dispiacere e stupore, che si trattava di un uovo vero!
wikipedia
Un uccello l'aveva probabilmente perso, forse era stato rubato dal nido da qualche predatore e caduto sul prato durante il volo.
Dispiacere a parte, la sorpresa era tale che ho subito iniziato a informarmi su quale uccello potesse fare le uova azzurre e ho trovato che era lo storno!

Ho scattato qualche foto agli storni avvistati sui tetti che circondano il giardino e sull'antenna di casa (tortora compresa).
Peccato che non possiate sentirne il vivacissimo canto...
Eccoli nella prossima pagina gli storni sul mio tetto.

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