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domenica 15 luglio 2012

La pianta che ama il caldo


Ora che non è più infestato dagli odiosi afidi posso mostrare con orgoglio il mio Hibiscus Syriacus!

Ecco il mio Hibiscus Syriacus!
L'ho scelto per il mio giardino perché è una pianta che mi ricorda la mia infanzia; nella casa in cui sono cresciuta ce n'erano diversi, tutti ad alberello.
Tra il mio giardino e quello confinante di mia mamma abbiamo tre hibiscus di colori e tipologie diverse.
Il più bello però.... è questo!

 
In Italia è molto diffuso da parecchi decenni, ma questo arbusto a foglie caduche è originario dell’Asia, esattamente dalla Siria, come si può capire dal nome. 
È stato introdotto in Europa nel '700.
Ama le estati molto calde e lunghe, tipiche delle sue zone di origine.
Pare che più faccia caldo più prosperi, predilige infatti posizioni molto soleggiate.
Essendo un arbusto rustico può sopravvivere anche in condizioni avverse, come le estati molto fresche e gli inverni gelidi, pur seccando in qualche ramo più esposto che sarà sufficiente tagliare a fine febbraio.

Appartiene alla famiglia delle Malvacee, proprio come la malva di cui ho scritto in un recente post.
Sempre grazie alla sua rusticità si accontentano di qualsiasi terreno, anche povero e sassoso purché con un buon drenaggio. 
Le giovani piante appena messe a dimora devono essere innaffiate per favorire lo sviluppo dell’apparato radicale, mentre quelle più adulte possono sopportare lunghi periodi di siccità e brevi periodi di acqua stagnante sulle radici.
In alcune zone a clima mite si accontenta delle piogge nelle stagioni non siccitose.

Ha un portamento eretto, ben ramificato e raggiunge i 2-3 metri di altezza.
Il fogliame è di forma ovale trilobata di colore verde medio. 
Dalla primavera inoltrata (giugno nella mia zona) fino a settembre produce grandi fiori solitari a forma di campana, simili a quelli della malva ma più grandi. 
Per ottenere una ricca fioritura si consiglia di aggiungere del concime liquido nell’acqua delle annaffiature, oltre alla concimazione di routine con lo stallatico in autunno e inizio primavera.
I fiori sono grandi, di colori diversi secondo la specie, molti dei tipi presentano il centro in contrasto con il colore dei petali.
Alla fine dell'estate ai fiori seguono grosse capsule semilegnose che contengono i semi.
Può essere coltivato nei giardini con portamento ad alberello oppure a cespuglio, come esemplare singolo o nelle siepi miste, oppure anche in vaso.
Spesso si vede utilizzato come arredo urbano.

Queste piante hanno uno sviluppo abbastanza vigoroso, quindi è consigliabile potarle dopo la fioritura, prima dell’arrivo dell’inverno, ed intervenire anche a fine inverno, levando i rami rovinati dal gelo, per favorire lo sviluppo di nuovi rami che porteranno una maggiore fioritura.   
Per la coltivazione in vaso deve essere utilizzato un recipiente capiente e si dovrà reinvasare l'ibisco ogni paio di anni.

In ogni caso una buona potatura ne rende l’aspetto più ordinato.

L'ibisco tende con facilità ad autoseminarsi.
Si possono praticare talee in primavera, prelevando parti di ramo che non sono fioriti.
Si può propagare anche dal seme, ma è difficile ottenere piante con fiori identici alla pianta madre.
I nuovi germogli vengono molto spesso attaccati dagli afidi, (ecco appunto, a tal proposito leggete qui) che portano anche allo sviluppo di funghi scuri chiamate fumaggini. 
Per fortuna il mio ibisco non ha sviluppato questo pericoloso fungo.
Sempre in estate nei giorni caldo-umidi il fogliame può venire vistosamente rovinato dagli acari, che si nascondono sulla pagina inferiore delle foglie.

Se non intervenite per tempo gli acari succhiando la linfa, faranno ingiallire le foglie fino a farle cadere.
Un getto forte di acqua diretto dal basso verso l'alto sulla vegetazione attaccata dai parassiti può essere utile ad eliminarne una buona quantità.

Anche l'ibisco, è ricco di proprietà.
Contiene mucillagini, carotenoidi e antociani che vengono utilizzati per vari rimedi naturali per trattare dolori addominali, diarrea e dissenteria.
Il decotto di ibisco è un buon diuretico, e ha effetto lenitivo per il prurito della pelle.
Con l'estratto dal fiore si può trattare l'ipertensione.
Nella medicina ayurvedica l'olio ricavato è utile per trattare la forfora, la caduta dei capelli e per diversi problemi del cuoio capelluto.


Dai fiori di ibisco viene ricavato il famoso Karkadè e un colorante ad uso alimentare.
In alcuni paesi sudamericani i fiori vengono mangiati in insalata e usati per preparare marmellate.
Alcune delle tipologie di Hibiscus Syriacus che si trovano in commercio nei vivai, grazie anche alle varie cultivar create appositamente, sia dai fiori semplici che doppi, sono:
  • Althea: con fiori violacei e centro cremisi
  • Ardens, con fiori doppi di colore rosa con macchie viola;
  • Blue Bird con fiori color genziana
  • Blue Sky, con fiori azzurri e centro blu;
  • Blue Chiffon, con fiori doppi azzurro lilla e centro rosa intenso.
  • China chiffon, con fiori doppi bianchi e centro rosa intenso.
  • Diana, con fiori completamente bianchi  
  • Dorothy Crane, con fiori bianco rosati dal centro cremisi (il mio)
  • Jeanne d’Arc, con fiori doppi di colore bianco
  • Kakapo, con fiori doppi, cremisi e rosa
  • Lady Stanley, a fiore stradoppio rosa tenue 
  • Minerva, fiore semplice rosa violaceo e centro cremisi 
  • Pink Giant, grande fiore semplice rosa
  • Red Heart, con fiori bianchi e centro rosso
  •  Woodbridge, con fiori color malva e centro rosso
Althea
Ardens
Blue Bird
Blue Chiffon
Diana
Jeanne d'Arc
Kakapo
Lady Stanley
 
Pink Giant
Red Heart
 Woodbridge

Oltre al Syriacus appartengono al genere Hibiscus tante altre specie, molte delle quali tipiche di zone tropicali; poche di queste crescono bene nel nostro clima.
Alcune delle altre specie di hibiscus sono:
Sinensis, piccolo arbusto sempreverde con foglie lucide e grandi fiori di vari colori
Coccineo, perenne dai fusti sottili con grandi foglie e enormi fiori di colore rosso vivo.
Militaris: perenne del nord America con fiori a forma di campanula rosa o rossa.
Palustris: perenne con fusto legnoso e coperto da peli, foglie ovali e fiori di colore bianco o rosa.
Trionum: annuale con fiori di colore giallo o bianco-crema e marroni nella parte centrale.
Mutabilis: cambia il colore del fiore se cambia il tempo!
Elatus: tipico della Giamaica, dai fiori color arancio, può arrivare a venticinque metri di altezza.

Che ne pensate?
Piace anche a voi questa pianta rustica e che ama il caldo torrido?
Se ce l'avete già, quale tipo è il vostro ibisco?

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6 commenti:

  1. Ma che belli! La mia vicina di casa ha un pink giant, l'ho riconosciuto grazie alle foto che hai pubblicato, così glielo dico e faccio un figurone! Vuoi quindi dirci che il tuo attacco agli afidi con l'infusione all'aglio ha funzionato?

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    Risposte
    1. Pare proprio che abbia funzionato!
      Però che puzza...
      Sono contenta di non aver usato sostanze tossiche, anche perchè essendo in fase di prima fioritura quando mi sono accorta che era infestato dagli afidi, avrei avvelenato api e coccinelle, di cui si riempie al tramonto.
      Evviva i rimedi naturali!!!
      Ciao Michi, un bacione grosso!

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  2. che invidia Ilaria!
    il mio sta proprio male e la colpa è sicuramente delle mie poche cure. sono sicura che se potesse farebbe armi e bagagli per raggiungerti!
    buona serata

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  3. Che dirti, cara Ilaria, se non complimenti per l'ennesimo post (o meglio, articolo, come non finirò mai di sottolineare!) decisamente interessante. Tra l'altro, non ero a conoscenza del fatto che ve ne fosse una varietà così ricca. Come sempre, ho imparato qualcosa di nuovo e...a breve...potrò fare "sfoggio" delle mie nuove conoscenze con mio padre che, in verità, è il vero professionista in casa...
    Serena giornata,
    Tina.

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    Risposte
    1. Grazie cara...
      Se tuo padre è uno che naviga dagli l'indirizzo del blog!!!;-)
      Ciao Tina!

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  4. che belli Ilaria! sarebbero perfetti per casa nostra visto che oltre al caldo torrido sopporta anche gli inverni gelidi. Non sapevo ce ne fossero tante varietà, mi ha copito molto il Blue Chiffon, che fa pensare un po' ad una piccola peonia azzurra.
    L'unico problema qui da noi è il terreno: argilla (quasi) pura; va trattato e reso più drenante altrimenti le piante stentano.
    Per gli acari io ho usato, con efficacia, il macerato di ortica, anche quello puzza da morire!

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Sarò felice di leggere e replicare quando possibile tutti i vostri commenti!

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