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giovedì 12 luglio 2012

Berberis e berberina

Ebbene sia, ormai l'avrete capito, le siepi rosse mi piacciono proprio, lo devo ammettere...

Oltre alla Photinia Red Robin nel mio giardino infatti c'è un'altra siepe rossa, esattamente una siepe di Berberis Thunbergii Atropurpurea.
Si lo so, il nome è un pò complicato, come tutti i nomi botanici, ma la pianta è abbastanza diffusa.... ed è proprio bella!


Il Berberis appartiene alla famiglia delle Berberidacee e raggruppa circa 450 specie di arbusti o piccoli alberi, sia sempreverdi che a foglia caduca, originari dell'Asia, dell'Europa e del Cile.
Il più noto tipo di berberis è il vulgaris, conosciuto anche come Crespino. 
Può sopportare senza problemi temperature molto rigide.
Si tratta di piante rustiche molto adattabili e con alta resistenza all’inquinamento, ideali quindi per l'utilizzo nel verde urbano.

I berberis sono arbusti utilizzati generalmente per siepi basse, essendo di taglia media.
Sono piante molto decorative per il colore accesso del fogliame in autunno ed in alcune specie anche nelle altre stagioni.
La tipologia Thunbergii Atropurpurea che ho scelto di mettere a dimora qualche anno fà per il vialetto, mi piace molto per il suo color porpora nelle parti più esposte al sole, che dura per tutta la stagione vegetativa, ma anche per la forma che crea una struttura compatta e d'effetto.
Non è una tipologia sempreverde, quindi perde le foglie a fine autunno, regalando però una visione rosso fiammante prima di cadere.
Presenta una forma arrotondata ma nasconde piccole spine sotto il fogliame denso.  
Sopporta molto bene le potature, anche più volte l'anno.
Può essere collocato in pieno sole o a mezz'ombra, ma più sole riceverà più il colore sarà brillante. 
Il mio è ombreggiato per poche ore ed è coloratissimo!


Tutti i tipi di berberis prediligono terreni leggermente acidi, ricchi di materia organica e ben drenati.
Durante la primavera è consigliabile somministrare del concime liquido nell'acqua delle annaffiature per dare il giusto nutrimento alle piante e fortificarle nei confronti dei parassiti e delle malattie.

Concimare alla fine dell'inverno con stallatico pellettato o granulare a lenta cessione.
Fiorisce in primavera con piccoli fiorellini gialli riuniti in grappoli penduli.
Successivamente si sviluppano bacche color corallo, ovoidali, di cui si cibano gli uccelli che contribuiscono alla riproduzione dei berberis, facendoli cadere sul terreno.
Per lo riproduzione si può effettuare una talea semilegnosa in agosto-settembre, prelevando un rametto con cesoie ben affilate che dovranno essere posti in un vaso con una miscela di sabbia e terriccio. 
A radicazione avvenuta, la nuova piantina dovrà essere coltivata in contetinori via via più grandi per almeno due anni prima di porre a dimora in piena terra per consentire lo sviluppo dell'apparato radicale.
 

Le annaffiature devono essere regolari in estate, soprattutto per gli esemplari più giovani, lasciando asciugare il terreno tra un'annaffiatura e l'altra.
Nelle altre stagioni si può accontentare delle piogge.
Sebbene sia un arbusto particolarmente resistente, se volete prevenire eventuali danni dal gelo dell'inverno, potete proteggere le piante distribuendo corteccia, paglia o foglie secche alla base delle stesse.
Il berberis si può coltivare in vaso tenendo conto delle maggiori esigenze idriche e nutrizionali.

Anche se sono arbusti molto resistenti, possono essere attaccati dagli afidi e dall'oidio a causa l’eccessiva umidità ambientale.
Un altro fungo che può colpire i berberis è la Puccinia graminea, che macchia le foglie in modo simile alla ruggine.
In questi casi si consiglia di effettuare trattamenti con un fungicida sistemico o con macerato di aglio.

Il crespino comune oltre ad essere una pianta ornamentale viene utilizzato in medicina naturale per trattare una serie di sintomatologie.
Sebbene la radice abbia la maggior concentrazione di principi attivi, anche le altre parti della pianta trovano il loro uso per le proprietà antisettiche, astringenti, purganti e toniche per l’apparato digerente.
Dalle radici essiccate e polverizzate, mescolate con acqua, si ricava un colluttorio che da sollievo per le ulcere in bocca, oppure con la tintura madre si combatte la sciatica e i reumatismi.

La corteccia essiccata è utile in caso di itterizia, dolori biliari, ma va usata con cautela a causa della sua potenziale tossicità.

Con i fiori essicati si può preparare in tè dalle proprietà antireumatiche e antinfiammatorie.

Le bacche essendo ricche di acido citrico e malico, sono dissetanti, diuretiche, febbrifughe e antinfettive, con il succo delle bacche si prepara un buon aceto.
Le foglie del crespino e i germogli freschi si possono mangiare in insalata.

Dal crespino comune si estrae un principio attivo che si chiama berberina ed è presente in tutte le parti della pianta, tranne che nei frutti e nei semi.
Questa sostanza può causare, se ingerita, una leggera forma di intossicazione, ma usata nel giusto dosaggio è molto utile in campo farmaceutico, per le proprietà antimicrobiche ed antisecretive, nel trattamento di infezioni di vario genere, come le diarree batteriche e le infezioni recidivanti da Candida albicans.
È inoltre dimostrato che la berberina riduce il livello di colesterolo nel sangue, migliorando la capacità del fegato di metabolizzare il colesterolo.

Sembra agire anche come antidepressivo naturale e neuprotettore contro patologie neurodegenerative.

Le varietà più comuni di berberis oltre al Thunbergii e al Vulgaris, sono: Aurea con foglie verde-giallo; Buxifolia, sempreverde con foglie ovali e cuoiose; Frikartii con foglie lanceolate di colore verde scuro.
Bellissima la varietà atropurpurea nana, ideale per giardini rocciosi o bordure basse.

Guardate che meraviglia questa distesa di vasi di berberis di tanti colori diversi in vendita presso un vivaio!
Un bel colpo d'occhio vero?

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4 commenti:

  1. Bella davvero! Credo di averne un paio anche io in giardino (e ovviamente non sapevo come si chiamassero)... è un peccato che perdano le foglie in inverno!

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  2. molto bella la tua siepe e bella la foto del vivaio, se fossi lì in mezzo non saprei proprio quale scegliere

    RispondiElimina
  3. Ciao, sono passata ad invitarti ad un post di massa; se passi da me e leggi questo articolo capirai il perché
    http://peonia-ilmiogiardinofiorito.blogspot.com
    stanno distruggendo qualche cosa che appartiene al patrimonio dell’umanità, ma nessuno ne parla, se vuoi aiutaci a spargere la voce e a sollevare un “polverone”.
    Oggi leggi l’articolo sul mio blog poi, se ti va invita quante più persone puoi a leggerlo inviando loro questo commento, poi, sempre se ti va, martedì 16/07 passa da me, copia il post che pubblicherò e mettilo sul tuo blog,se lo facciamo tutti insieme e ci aiutate a spargere la voce aumentiamo la portata e possiamo far sapere a tutti quello che sta succedendo , perciò , se potete fate girare questo commento. L’intento è quello di creare un fenomeno di massa che permetta di far trapelare la notizia il più possibile, nel nostro piccolo vogliamo dare un contributo, se ti va aiutaci anche tu. Collabora con me in questa opera di sensibilizzazione Audrey autrice del blog Borderline.
    Peonia

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Scusa ma non ho capito su quale blog è il post da leggere...
      Aspetto delucidazioni.
      Ciao.

      Elimina

Sarò felice di leggere e replicare quando possibile tutti i vostri commenti!

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