martedì 4 dicembre 2012

Piante utili contro l'inquinamento domestico


Ora che fuori fa troppo freddo per dedicarsi al giardinaggio in esterno, ci si può dedicare alle piante da interni, con cui si può creare un’atmosfera naturale e accogliente in casa, grazie al fogliame rigoglioso e per alcune alla fioritura.
Non tutti sanno però che molte piante hanno anche funzioni diverse dall'ornamentale, ad esempio fungono da regolatori naturali dell'umidità rilasciando nell’aria la giusta quantità di vapore acqueo, in un periodo dell'anno in cui il calore dei termosifoni secca eccessivamente l'aria, ma non solo....


Alcune piante hanno la capacità di assorbire dal 50 al 90% delle sostanze inquinanti presenti nell'aria.

I danni provocati dall'inquinamento domestico purtroppo vengono spesso sottovalutati, senza tenere conto che sono tutti potenzialmente tossici per l'organismo umano.
Questi vapori nocivi possono essere prodotti da fumo di candele, di sigaretta, fornelli, camini, spray, smacchiatori, insetticidi, vernici, collanti, disinfettanti, ammoniache, formaldeide o apparecchi elettrici o elettronici.
Tutte sostanze che una volta aspirate, possono essere pericolose per la nostra salute.


L'Organizzazione mondiale della sanità, in un rapporto del 2002, stimava in 1,6 milioni le morti imputabili all'inquinamento da interni, con episodi di asma, nausea, oltre ad aumento di rischio di sviluppare cancro, malattie croniche del sistema neurologico, di quello riproduttivo, dell'apparato respiratorio.
Considerando che nei paesi occidentali la popolazione trascorre circa il 90 per cento della propria vita in ambienti chiusi, e che la qualità dell'aria degli uffici, delle abitazioni, delle palestre e dei luoghi pubblici, può essere fino a 12 volte più inquinata di quella esterna,  quello dell'inquinamento domestico sta diventando un forte problema per la salute pubblica.

La scoperta delle proprietà disinquinanti delle piante è stata fatta dagli scienziati della Nasa, già più di vent'anni fà, mentre stavano studiando come ricreare un ambiente ideale per gli astronauti sui mezzi spaziali. 
Dopo questa scoperta quasi casuale, sono intervenuti gli studi degli specialisti del settore, botanici e agrari, che hanno individuato le specie maggiormente in grado di filtrare l'aria a seconda delle sostanze tossiche presenti nell' ambiente.
 
In generale si tratta di piante che hanno bisogno di umidità e che prediligono posizioni in stanze dove la temperatura è più calda.
N
el bagno ad esempio sono presenti sostanze tossiche come alcol metilico, acetone, ammoniaca, e residui di detersivi e grazie all'umidità ambientale e al caldo è l'habitat ideale per molte piante tropicali, più o meno grandi; le orchidee, o le edere, per fare un esempio prosperano senza problemi e purificano l'aria.
Una diceria da sfatare è che in camera da letto non bisogna mettere piante.
Anche se è vero che di notte in generale le piante bruciano ossigeno, nessuno si è mai sentito male dormendo in un bosco, inoltre esistono piante dalla sintesi clorofilliana inversa, cioè che producono ossigeno di notte, come capita a molte succulente, come le crassulacce e le cactacee.

Potendo avere una casa più sana soltanto coltivando alcune comuni piante da appartamento, perchè non farlo?

Dall'elenco della pagina seguente potrete scegliere le piante più idonee alle vostre esigenze, oppure conoscere meglio quelle che già avete, magari senza essere a conoscenza dei loro effetti benefici sulla salute... come è capitato a me con la preparazione di questo post!

domenica 2 dicembre 2012

Risveglio con pettirosso

Cosa ci può essere di più dolce che svegliarsi la domenica mattina con il canto di un pettirosso?

Oggi è successo proprio così!
Appena aperti gli scuri della finestra, io e Francesco abbiamo visto il delizioso uccellino sul ramo del ciliegio che, con il suo tipico aspetto paffuto, cantava a squarciagola.
Una vera gioia, come l'inizio di una giornata perfetta!!!



Nonostante il suo habitat ideale siano i boschi, il pettirosso si adatta a vivere in parchi e giardini delle aree urbane, soprattutto nel periodo invernale. 
Essendo fortemente territoriale torna di anno in anno nei luoghi dove ha svernato, scendendo in Italia dall’Europa settentrionale.
Potrebbe essere lo stesso che veniva l'anno scorso a beccare i semi nella mangiatoia appesa al ciliegio quando nevicava (come da foto del post precedente)...oppure nel mio giardino ne abita più di uno!!!
 
Il canto del pettirosso è uno dei pochi che si può udire nelle gelide giornate d’inverno, quando gli altri uccellini sono storditi dal freddo e meno attivi.
Questo piccolo uccellino dagli occhi vispi invece, è di una vivacità inesauribile. 
Il suo volo è lento e breve, spesso si muove sul terreno a lunghi e rapidi balzi e, se incuriosito o eccitato, inclina il corpo oscillando e muove ali e coda.
Fortunatamente in Italia è una specie protetta dalla legislazione vigente.
 

Il suo canto melodioso venne imitato nelle composizioni di Chopin, motivo per cui il famoso musicista veniva chiamato anche “Pettirosso di Varsavia”.
Il  canto semplice e cristallino del pettirosso è particolarmente melodioso durante la stagione riproduttiva, cinguettio tintillante diverso dalla primavera all'autunno.
Contrariamente da altre specie, anche la femmina di questo uccellino, canta.  

Questo è un video girato da un appassionato come me, che è riuscito a cogliere il suono emesso dal pettirosso, proprio come l'abbiamo sentita davanti a casa stamattina.

Sentite che gioia per le orecchie!!

venerdì 30 novembre 2012

Mangiatoie e cibo per uccellini affamati


Dalla prossima settimana nella mia zona il termometro toccherà lo zero e gli uccellini selvatici che per tutta la bella stagione hanno allietato le mie mattine con il loro canto, ora hanno bisogno di me.

È arrivato il momento di aiutarli a passare l'inverno!

Sulle casette nido, utili nella stagione fredda come eventuale rifugio, ho già ampliamente trattato nel post ad esse dedicato, ma non ho mai approfondito l'argomento mangiatoie, validi strumenti dove mettere il cibo per gli amici pennuti.


Nei negozi per animali e nei garden center ben forniti si possono acquistare mix di semi adatti agli uccellini selvatici, come cince, pettirossi, scriccioli, passeri, codirossi, ecc. e le essenziali palle di grasso o palle di babbalù (che spiego meglio nella pagina successiva).


Nel caso in cui preferiate utilizzare alimenti che trovate già in casa, può andare bene della frutta fresca, come la classica mela, oppure frutta secca o uva passa, pezzi di biscotto o di crosta di formaggio.
Alcuni alimenti, contrariamente a ciò che si può pensare, non sono assolutamente adatti agli uccelli, come quelli lievitati e salati, come il pane e i crackers, ma anche le uova.

Se la temperatura si abbassa molto o nevica, si può ricorrere ad alimenti ancora più nutrienti anche se meno naturali, come pezzettini di lardo, panettone, carne macinata o crocchette per cani e gatti, che possono essere, per un breve periodo, una buona integrazione.

Una volta procurato il giusto cibo si dovrà inserire negli appositi supporti, come mangiatoie, casette portasemi, o birdsfeeders, purché siano funzionali agli uccellini che arriveranno affamati.
Ne esistono di mille tipi e forme diverse, a casetta, tubolari, addirittura a cuore e di diversi materiali, plastica, legno, metallo o in materiali di riciclo.
Diverse aziende negli ultimi anni si sono sbizzarrite a creare modelli sempre più creativi ed ecologici, tenendo però sempre conto che la forma della mangiatoia in genere ha la precisa funzione di selezionare l’ingresso solo ad alcune specie, in modo che non ne approfittino gli uccelli più grandi, come gazze, corvi, tortore e piccioni, che solitamente non ne hanno bisogno.
Un sito ben fornito e con buoni prezzi, presso il quale anch'io mi fornisco spesso è Peraga.it

Poiché lo scopo delle mangiatoie è  aiutare gli uccelli più piccoli, i modelli con tettoia risolvono il problema in quanto la sua presenza rende molto difficile, se non impossibile, l'atterraggio sul piano della mangiatoia.

 
Se le mangiatoie si costruiscono in casa, è importante utilizzare materiali non tossici, quindi legno non trattato chimicamente e vernici all'acqua, facendo attenzione a usare colori mimetici con la natura, come il verde e il marrone.

Ricordate di appendere le costruzioni su un ramo sufficientemente alto, ad altezza antigatto. 
L’altezza può variare dal tipo di mangiatoia, ma in genere si può partire da un metro e mezzo dal suolo fino ad arrivare ai tre metri.
La posizione ideale sarebbe nelle vicinanze di una siepe, in cui gli uccellini generalmente si nascondono per proteggersi e da cui partono per i loro voli esplorativi.

Il mio nuovo portasemi combifeeder (potendo contenere anche una mela), è di colore rosso e l'ho appeso proprio ieri ad uno dei rami più alti della catambra, e non credo che i miei amici volatili ne avranno timore.
In fondo tutto intorno in questa stagione è piuttosto ....rosso!

 

Questo tipo di mangiatoia l'ho acquistata a Colorno in ottobre, alla mostra mercato Nel segno del Giglio. 
È di produzione inglese, per chi fosse interessato, si trova in vendita su: Shop.wildlifegarden.se/en, dove troverete diversi modelli veramente stupendi!

Se installate i vostri "ristoranti per uccellini" in un luogo visibile dalla finestra, come ho fatto io, riuscirete ad osservarli senza spaventarli o disturbarli, da una posizione privilegiata.

P.s.: Guardate che foto sono riuscita a scattare alla cinciarella che mangia dalla nuova mangiatoia dopo la nevicata! (Il segreto della felicità)

   

E ora....iniziamo il BIRDGARDENING!

mercoledì 28 novembre 2012

Ultimi preparativi prima dell'inverno

L’inverno si sta avvicinando a grandi passi, si sente nell'aria, soprattutto negli ultimi giorni, quindi meglio fare un riepilogo dei preparativi e delle operazioni da non dimenticare, per non far cogliere le nostre piante impreparate all'arrivo del freddo. 



Se non l'avete ancora fatto, riponete le piante in vaso soggette alle gelate, in un luogo riparato, possibilmente all'interno, se ce le avete in serre o serrette.
In caso ne foste sprovvisti usate materiali di copertura come il TNT (trovate tutti gli approfondimenti su questo materiale cliccando qui).

Se avete bisogno di un suggerimento in più, consiglio di leggere i post pubblicati dall'amica Marta di Orti in Progress, la quale ha scritto e documentato in vari passaggi, come costruire con il faidatè una perfetta serra nel sottoscala, idea geniale per creare nuovi spazi utili.  
Ecco i link:
Come costruire una serra nel sottoscala parte 1
Come costruire una serra nel sottoscala parte 2
Come costruire una serra nel sottoscala parte 3

Ricordate sempre che, ovunque le ricoveriate, tutte le piante, anche in inverno, necessitano di tanta luce.


Se durante la bella stagione avete piantato tuberi o bulbi che temono il freddo, come ad esempio dalie, canna indica o altri bulbi a fioritura estiva, per evitare che le temperature sottozero li danneggino, consiglio di estrarli dal terreno prima che geli, e di conservarli in un luogo buio e asciutto, in attesa di essere ricollocati in piena terra in primavera.
 
Controllate lo stato dei mobili da giardino, che potrebbero essere sensibili al gelo. 
I mobili in teak o in ferro (come i miei) possono restare senza problemi all’esterno.
Guardate quanti modelli si possono trovare su: Peraga.it!
In primavera sarà sufficiente pulirli, mentre quelli in materiale sintetico o materiali naturali come rattan, midollino, ecc. trattenendo l’umidità potrebbero produrre muffe e marcire, quindi è meglio riporli all’interno, o se impossibili da spostare, coprirli bene con teli impermeabili.

Un'altra operazione da fare è il controllo e la manutenzione degli attrezzi da giardinaggio, che una volta finito di utilizzarli, devono essere riposti puliti, asciugati e meglio ancora se ingrassati con olio, in modo da essere pronti al momento dell'uso, senza il rischio di ritrovarli arruginiti.
La buona manutenzione degli attrezzi è fondamentale per non compromettere la loro funzionalità e farli durare più a lungo possibile. 
Un'altra necessità è l'affilatura degli attrezzi da taglio come cesoie e forbici, per consentire sempre un taglio preciso e netto, che non danneggi le piante.
Stesso dicasi per la lama del tosaerba, che deve essere riposto nella stagione invernale, ben ripulito dai residui di terra e erba e riaffilata quando necessario (la frequenza varia in base all’utilizzo).
Se avete vanghe, zappe o rastrelli arrugginiti, si possono pulire con una spazzola di metallo, e successivamente lubrificati con olio, che li proteggerà dall'ossidazione. 

Ricordate anche di sostituire eventuali parti danneggiate come manici rotti o crepati, per evitare di incorrere in pericolosi infortuni durante l'uso.

Il prato è un'altro importante elemento del giardino da non dimenticare.
Ormai non serve più irrigarlo e fra poco entrerà in riposo vegetativo.
Se non avete già provveduto, spegnete l'impianto automatico di irrigazione e chiudete le ettrovalvole in modo che non gelino.
L’acqua gelata può rompere le tubature, le canne dell’acqua e i sistemi d’irrigazione; meglio quindi svuotare tutte le tubature esterne.
Inoltre, se nel vostro giardino, sono presenti diversi alberi a foglia caduca, come nel mio quando si saranno spogliati del tutto, eliminate più foglie possibili dal prato, prima che queste si inzuppino e gelino poichè potrebbero danneggiare il prato attaccandogli muffe, funghi o marciumi.

lunedì 26 novembre 2012

Storia di Bob, gatto di strada



Questa è la vera storia di Bob, gatto di strada, già molto famoso a Londra perchè  coprotagonista di un libro di grande successo, uscito a marzo 2012, dal titolo "A spasso con Bob" edito in Italia da Sperling & Kupfer nella collana Parole.


Per raccontare la storia di questo bellissimo gattone rosso bisogna partire da quella del suo padrone, James Bowen, musicista di strada con un passato di alcol e droga, che fino alla pubblicazione del libro ha vissuto grazie alla generosità delle persone che lo hanno ascoltato suonare la chitarra a Londra in Covent Garden.

Nel 2007 James ha incontrato un gatto impaurito e malato, randagio, come lui; ha decide di prendersi cura dell'animale, chiamandolo Bob; una volta guarito, il ragazzo voleva separarsi dal gatto, per le difficili condizioni di vita a cui era costretto, ma Bob non ne ha voluto sapere, seguendolo ormai instancabile ovunque.
È iniziata così una meravigliosa storia di amicizia e condivisione, ma anche di solitudine e di recupero e di difficili battaglie quotidiane per la sopravvivenza.


sabato 24 novembre 2012

Un'alternativa alla photinia


Dopo le immagini gioiose di scoiattoli ora è il momento di descrivere una pianta poco appariscente, ma che può interessare chi ama il giardinaggio o chi ha bisogno di idee su cosa coltivare nel proprio giardino.
   
Se non siete tra i fans della photinia red robin, pianta da siepe molto decorativa ma molto inflazionata nell'ultimo decennio, (ce l'ho anch'io) vorrei suggerire una valida alternativa.
Si tratta di un arbusto di dimensioni medio-grandi chiamato eleagnus.
 

Ne esistono varietà sempreverdi e a foglia caduca ma quello di cui ho esperienza diretta è la varietà sempreverde ebbingei, che vedete qui sopra, avendone una siepe sia nel mio giardino che in quello confinante, di mia mamma.

L’eleagno è una arbusto della famiglia delle Eleagnacee, originaria dell’Asia, dell’Europa e dell’America.

Il portamento di questo tipo di siepe è sicuramente meno ordinato rispetto alla photinia, ma il fogliame è altrettanto interessante per il colore verde brillante dai riflessi argentati e la parte chiara della pagina inferiore.
La pianta adulta raggiunge altezze maggiori ai 3 metri ed ha una crescita piuttosto veloce, quindi ideale quindi per chi vuole formare una schermatura verde o una barriera frangivento in tempi brevi.
 
La caratteristica che amo di questo tipo di siepe è la fioritura autunnale o primaverile secondo la specie, perché
i piccolissimi fiori bianchi che produce da settembre, poco evidenti perché nascosti fra le foglie, sono profumatissimi, tanto da attirare moltissimi insetti impollinatori!


L'inebriante profumo dei fiori inonda la zona circostante fino a metri di distanza.
Io ne rimango stupita ogni volta che percorro il vialetto pedonale di ingresso di casa, lungo il quale si trova l'eleagnus, e il suo aroma dolce mi riempie le narici di bellissime sensazioni.

giovedì 22 novembre 2012

Hungry squirrels 2

Dopo Hungry squirrel ho trovato altre imperdibili immagini degli amici scoiattoli, allora perchè non fare un altro post per farvele vedere?
So che non vi dispiacerà...; -)
 
La frenesia degli scoiattoli di trovare cibo prima dell'inverno li fa diventare molto coraggiosi, fino ad avvicinarsi agli umani in mosse acrobatiche!
Vanityfair
 Al parco di Minsk, in Bielorussia, gli scoiattoli si allungano facendo stretching per mangiare i semi di girasole direttamente dalle mani dei turisti!

Vanityfair

Più vicino a noi, esattamente a Torino, uno scoiattolo nostrano mangia ghiande e arachidi dalle mani di un gentile signore, appoggiandosi sulle sue gambe mentre è seduto sulla panchina di un parco.
Giorno dopo giorno, con tanta pazienza e sensibilità, Girolamo si è conquistato la fiducia dell'animale nonostante lo scoiattolo sia per natura un essere schivo e diffidente. 

martedì 20 novembre 2012

A qualcuno piace il freddo


Rallegrano giardini e terrazzi durante tutto l'autunno e l'inverno, sono facili da coltivare e fioriscono quando le altre piante vanno in riposo vegetativo, senza soffrire il freddo!


Sono le eriche, piccoli arbusti sempreverdi tappezzanti, presenti spontanee in natura, che si adattano molto bene alla coltivazione come pianta ornamentale.

Il genere Erica comprende ben 700 specie spontanee presenti in Europa e Asia del sud.

In commercio si trovano tante specie diverse e cultivar, di vari colori dal rosso intenso al bianco, dal rosa chiaro al lilla, con fogliame verde, argentato, rossastro o giallastro.

Possono essere specie particolari, o ibridi di erica, di calluna o di daboecia, tutte della grande famiglia delle ericacee.

Un'ericacea molto simile all'erica e sempre presente nei garden center, è la calluna vulgaris, che si distingue dall'erica vera e propria per il calice dei fiori lungo la metà della corolla.
Qui sotto c'è la mia calluna vulgaris acquistata da pochi giorni.
Mi attirava di un colore meno classico del solito rosa e ho scelto questa, con i boccioli bianchi ancora chiusi.


In realtà non tutte le specie fioriscono in autunno, alcune infatti producono i tipici piccoli fiori in primavera.
Caratteristica dell'erica è la fioritura a profusione che ricopre quasi totalmente i rami, rimanendo sulla pianta per tutto l'inverno, anche dopo essere appassiti.  
Il portamento, soprattutto in natura, è a forma di piccolo cespuglio leggermente prostrato e alto non più di 50 centimetri.

Le foglie, aghiformi, che persistono tutto l'anno sulla pianta essendo sempreverdesono di colore verde brillante, fatta eccezzione per le cultivar a fogliame argentato o rosso.
Per questo motivo l'erica viene spesso utilizzata per produrre composizione di fiori secchi.


Il successo della coltivazione può essere assicurato se si tiene presente dei luoghi dove le eriche si sviluppano spontanee; sono molto diffuse nell'Europa collinare e montana, dove il clima è fresco, mai torrido e secco.
È la pianta caratteristica della brughiera scozzese, in cui fiorisce per tutta la bella stagione.

Chi c'è stato, sa di cosa parlo...

 

Tutte le ericacee si coltivano all'aperto perché non temono il freddo, ma temono la siccità, il caldo estivo e la vicinanza ai termosifoni.
Esistono specie che fanno eccezzione, come l'erica gracilis, di origine mediterranea, che può sopportare brevi periodi di freddo non troppo intenso, ma temono le gelate.
In questo caso meglio ripararle all'abbassamento eccessivo delle temperature.
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