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lunedì 9 dicembre 2013

A Natale adotta una specie in pericolo!

Come ogni anno il WWF è molto attivo durante il periodo prenatalizio, cercando di incentivare le iniziative a favore degli animali a rischio di estinzione.
Anche quest'anno ci ricorda di scegliere la Natura al posto di un regalo inutile, adottando una specie in pericolo. 

Mi sembra un'ottimo suggerimento! 


Navigando nella pagina dedicata alle adozioni del sito del WWF, infatti, si possono trovare tante idee per fare regali solidali, che rendano il nostro Pianeta un posto migliore dove vivere.
La scelta del tipo di adozione a distanza della specie in pericolo è ampia.Si può scegliere di ricevere o far recapitare alla persona destinataria del regalo nel giorno che vorrai, la scheda dell’animale e le informazioni sul progetto, tramite una email, una cartolina o un dolcissimo peluche raffigurante l’animale da salvare.
I peluches sono favolosi, perfetti per i bambini, e disponibili anche in trio, suddivisi per habitat!


Per chi è particolarmente attento all'ambiente, oppure interessato alla tecnologia, è disponibile l’adozione digitale, che azzera l’impatto ambientale e lascia più risorse all'associazione da utilizzare per salvare l'animale preferito. 
Informatevi sul sito come ricevere wallpaper, screensaver, la nuovissima App adozioni, per iPhone e Android, per le notizie, i gadgets e gli aggiornamenti sui progetti e sugli obiettivi raggiunti dal WWF!


Sono migliaia le specie animali al mondo che soffrono a causa dell’uomo.
A seconda dei livelli di rischio e del tipo di minaccia per ogni specie animale, il WWF  interviene a tutela della stessa con attività diverse, come ostacolare il bracconaggio, fermare la deforestazione, curare gli animali feriti, e molto altro.


Ecco l'elenco degli animali che corrono il maggior pericolo:
ghepardo
orango
foca
elefante
tigre
orso
orso polare
panda
pinguino
delfino
lupo
leone
gorilla


Aderire al progetto adozioni del WWF, sarà un regalo che contribuirà a difendere chi non può farlo da solo, e renderà sicuramente il mondo un posto migliore.

 


L'impegno del WWF, da oltre 50 anni, è volto a far tornare il mondo un posto in cui l’uomo possa vivere in armonia con la natura, e tutti noi possiamo essere protagonisti di questo importante cambiamento, salvando dalla scomparsa gli animali più a rischio.

Per maggiori informazioni manda una mail a adozioni@wwf.it. oppure chiama l’ufficio adozioni - Tel. 06.844.97.500.

Buone Feste dal WWF!

venerdì 20 settembre 2013

Coccinella Day!


Se per il prossimo weekend non avete ancora preso impegni, vi suggerisco di partecipare ad un evento speciale dedicato agli insetti e al giardinaggio ecosostenibile.

Il 21 e 22 settembre si terrà la 2° edizione del Coccinella day nel borgo di Grazzano Visconti in provincia di Piacenza nella perfetta cornice del parco del Castello.


 
Sarà una festa dedicata a chi ama la natura ed in particolare il mondo degli insetti utili e della biodiversità, ma sarà un momento unico e irripetibile non solo per gli appassionati di natura.
L'evento darà l'occasione per celebrare le minuscole creature che vivono vicino a noi ogni giorno, insetti utili purtroppo da qualche anno a rischio di estinzione.
 


Non si festeggerà quindi solo la coccinella, ma anche le api, le farfalle, le libellule e tutti quegli insetti che ci aiutano nella cura del giardino e sono fondamentali per l’agricoltura e la fruttificazione.
 

Le due giornate dedicate agli insetti utili vedranno il Parco del Castello di Grazzano V. animarsi con mercatini, laboratori interattivi, musica e teatro ambulante a tema per l'intrattenimento dei bambini, ma anche presentazione di libri, dibattiti con esperti naturalisti, esposizione di foto e illustrazioni, mostre d’arte, cosplay, flash mob, e le visite guidate al giardino delle farfalle - Butterfly Heaven - che si trova nel cuore del Parco.
Saranno presenti alcuni stand gastronomici con prodotti a km 0, biologici, degustazioni di mieli speciali e altre sorprese.
Inoltre si terrà un workshop di macrofotografia ed un raduno di maggiolini Wolkswagen d'epoca con auto provenienti da tutta Europa.

Insomma, proprio un appuntamento da non perdere!



Come ho più volte ribadito in questo blog, la coccinella è una preziosa predatrice di afidi, essenziale nella lotta biologica ai parassiti delle piante.
Questi bellissimi coleotteri sia allo stadio larvale che in forma adulta sono ghiotti di afidi (pidocchi delle piante), ma anche di acari, aleurodidi (come la mosca bianca), spore di funghi e cocciniglie e quindi ripuliscono, orti, parchi, giardini, roseti e frutteti da molti sgraditi ospiti senza che ci sia bisogno di procedere a trattamenti chimici tossici.


Si può incentivare il naturale avvicinamento delle coccinelle ai nostri giardini coltivando tipi di piante che le attirino, come l'ortica, la salvia, il tarassaco, il timo e la calendula, ma anche le rose e i crisantemi.
L'anno scorso a maggio ho trovato tantissime larve e pupe di questa utile alleata dei giardinieri sulle foglie del mio crisantemo coreano e la cosa mi ha reso davvero felice!


sabato 20 luglio 2013

La mia collezione di farfalle!

Chi non ama le farfalle?

 

Durante la bella stagione è facile vedere nei prati e nei giardini tante farfalle variopinte, che con le loro ali a mosaico volano da fiore in fiore in cerca di nettare.
È importante insegnare ai bambini a rispettarle, osservandole senza cercare di catturarle o toccarle, perché sono molto delicate.
Ci si può accontentare di ammirarle senza rischiare di far loro del male e lasciarle vivere in libertà la loro vita già così breve.
Secondo la specie a cui appartengono infatti possono vivere un giorno soltanto o un paio di settimane, solo in alcuni casi, raggiungono un mese di vita.
Ci sono alcune eccezioni alla regola, come la Vanessa Occhio di pavone, che è in grado di superare ben due stagioni, andando in letargo in inverno e deponendo gruppi di oltre 500 uova alla volta ad inizio primavera.
Finora nel mondo sono state catalogate oltre 170.000 specie di farfalle e fanno tutte parte della grande famiglia dei Lepidotteri.
Ad eccezione dell’Antartide sono presenti in ogni continente e occupano quasi tutti i tipi di ambiente: dalle foreste pluviali ai deserti, dal livello del mare fino alle cime delle montagne più alte; nelle zone a clima tropicale si trova la maggior parte delle specie.



Della stessa famiglia fanno parte anche le falene, comunemente conosciute come farfalle notturne, che si differenziano dalle diurne per le livree meno sgargianti e più mimetiche, che le aiutano a confondersi con le cortecce, le rocce, le foglie secche, rendendosi invisibili ai predatori. 
Alcune specie, se disturbate, mostrano rapidamente sulle ali grandi falsi occhi, che spaventano il predatore, facendolo desistere dalla cattura.


Attirare le farfalle non significa solo gioire della loro vista, ma anche incentivare la biodiversità e favorire l'impollinazione.
Fortunatamente attirarle è abbastanza semplice.  
Esse sono attratte soprattutto dai colori (soprattutto il rosso, il giallo e il blu) e dai profumi dei fiori, ma anche dalla dimensione, ancor meglio se in pieno sole.


I fiori con fioriture prolungate e con tanto nettare sono i più amati, perché fonte certa di cibo.
Tra le specie migliori ci sono: buddleja, rose, gerani, lavanda, gigli, petunie, dalie, girasoli, mirtilli, lillà, calendula, cosmos, violette, tagete o impatients, ma più differenziate le fioriture, più ospiti impollinatori attirerete.

sabato 4 maggio 2013

Allarme api!!!

Greenpeace ha lanciato un importante allarme per la scomparsa delle api, che purtroppo non sembra arrestarsi.


Al mondo ben sette tipi di fitofarmaci stanno decimando le api, insetti impollinatori dall'importanza indiscussa, già indeboliti dall'inquinamento e dal cambiamento climatico.
L'agricoltura purtroppo si è molto trasformata negli ultimi anni, utilizzando in quantità sempre maggiore i fertilizzanti chimici; in questo modo vengono immesse nell'ecosistema molte sostanze tossiche, a scapito della vita degli insetti e non solo. 

I sette prodotti chimici incriminati sono: imidacloprid, thiamethoxam, clothianidin, fipronil, clorpirifos, cipermetrina e deltametrina.
Molti biologi ritengono che l'azione dei pesticidi faccia impazzire le api al punto che perdono il senso dell'orientamento e non riescono più a tornare all'alveare.

I dati parlano chiaro.

Negli ultimi anni si sono registrate perdite del 30-40% delle colonie di api negli Stati Uniti e del 20% in Europa.
L'Italia ne ha bandito l'uso già nel 2008, rinnovandolo ogni anno e i risultati non sono mancati, infatti dalle 185 morti di alveari segnalate nel 2008 si è passati a soli 3 nel 2009 e a zero nei due anni successivi.
Limiti all'uso dei pesticidi erano già stati adottati anche in Germania e in Francia, paesi sempre molto sensibili al rispetto ambientale.

Già il 15 marzo scorso, come si è letto su molti giornali, Greenpeace ha fatto formale richiesta alla Commissione europea di vietare l'impiego di tre neonicotinoidi per il trattamento delle sementi, ma le stesse sostanze vengono diffuse comunque attraverso formulazioni differenti.

Se la strage non si fermerà il danno sarà molto alto per tutti noi, in quanto quasi tutte le piante e le colture hanno bisogno degli insetti per riprodursi!


 

domenica 3 marzo 2013

La riscossa delle lontre

Un tempo numerosi, questi agili mammiferi acquatici hanno rischiato l'estinzione a causa dell'inquinamento industriale dei fiumi europei.

La buona notizia è che negli ultimi anni le lontre sono in aumento!



La lontra è una creatura con cui l'uomo ha a che fare da migliaia di anni, probabilmente uno dei mammiferi più diffusi fino all'avvento dell'era industriale.
Erano una presenza costante nelle valli fluviali, dove venivano spesso catturate con trappole o cacciate con i cani, sia perché i pescatori le detestavano per la gran quantità di pesce di cui si nutrono, sia per la pelliccia.
Ma i cacciatori non hanno mai sterminato la popolazione di lontre, né le lontre hanno mai sterminato il pesce.
Nel corso dei secoli si era creato un equilibrio stabile tra uomo, lontra e pesce.
L'abilità di questi animali a scomparire nelle profondità delle acqua e la loro difficile afferrabilità le ha preservate per secoli, fino a pochi decenni or sono.



Purtroppo già negli anni quaranta, con l'uso di insetticidi nell'industria tessile, di organocloruri e altre sostanze chimiche impiegate per trattare la lana e i tessuti, oltre al mortale DDT, usato per gli scopi più vari, sono iniziati i problemi di questi giocosi mammiferi.
Dagli anni cinquanta agli anni settanta, le sostanze velenose impiegate per diversi scopi e scaricate nei corsi d'acqua, aumentarono a dismisura l'inquinamento.
Si tratta di sostanze persistenti, che una volta liberate nell'ambiente non si scompongono e non si dissolvono, ma si accumulano negli organismi risalendo la catena alimentare, dal microbo, al gambero, al pesce piccolo, al pesce grosso ed infine all'animale al vertice della catena dell'habitat fluviale, la lontra appunto.


Soltanto a metà degli anni Sessanta fu compresa la gravità della situazione e fu bandito l'uso di alcune sostanze identificate come causa del declino dei falchi pellegrini e di molti altri uccelli e mammiferi, ma molti pesticidi rimasero legali fino al 1992, poi furono sostituiti da piretroidi sintetici, ugualmente dannosi per l'ambiente. 
Soltanto nel 2006, finalmente, in Inghilterra ed in altri paesi è stato imposto il bando definitivo di tutto ciò che per oltre mezzo secolo ha impoverito la biodiversità dei fiumi europei.
La popolazione delle lontre nel frattempo aveva subito un crollo, sia per la mancanza di pesce, sia per avvelenamento diretto degli esemplari.
In una ricerca pubblicata alla fine degli anni settanta rivelò che in Inghilterra le lontre erano presenti solo nel 6% dei numerosi corsi d'acqua esistenti. 
Cosa ancora più preoccupante, erano del tutto scomparse nei Paesi Bassi, in Belgio, in Lussemburgo, in gran parte di Francia, Germania e Italia, e avvistata raramente in Norvegia e Svezia.

Solo a metà degli anni ottanta, quando l'abolizione delle sostanze chimiche cominciò a fare effetto, la popolazione di lontre riprese a crescere e l'andamento positivo continua a salire e si avvistano spesso anche vicino alle città.
Ma la ripresa resta fragile perché anche il traffico stradale provoca un gran numero di decessi!



Charlie Hamilton James è un fotografo inglese che, appassionandosi molto alla causa delle lontre, già da alcuni decenni le segue e le fotografa nel loro habitat. 
Quelle pubblicate sono sue le splendide foto, scattate alle isole Shetland, che ritraggono una madre con i suoi due cuccioli maschi in diversi teneri e vivaci atteggiamenti. 


Gli adulti non vivono in coppia, e i maschi non hanno alcun ruolo nella crescita dei piccoli.

La lontra eurasiatica o lutra lutra, può vivere sia in acqua salata, che in acqua dolce. 
La differenza è che quando vive in mare devono sciacquarsi spesso nell'acqua dolce per eliminare il sale e mantenere le proprietà isolanti del manto.
Le lunghe vibrisse che gli permettono di rilevare il tremolio della coda di un pesce, partono dal muso e si estendono per tutta la larghezza del muso.

Lungo più di un metro, questo animale è coperto da una pelliccia lucente color cioccolato, che per secoli è stata cacciata perché calda e folta.
La pancia e il mento sono più chiari; le dita delle zampe anteriori sono allargate e palmate.
 


Sono animali estremamente socievoli e spesso nuotano insieme, mentre pescano e cacciano nel fiume.
Dalle frequenti immersioni riemergono con la preda tra i denti, per poi masticarla rumorosamente, con l'aria soddisfatta!



Fonte: Nationalgeographic.it

martedì 26 febbraio 2013

Big cat week!


Dai leoni del Kenya fino al leopardo delle nevi in Himalaya, i grandi felini hanno bisogno del nostro aiuto!

Leoni, tigri, leopardi, ghepardi, giaguari stanno scomparendo e National Geographic si impegna ormai da anni per sostenere i programmi contro l'estinzione di questi animali.
Proprio ieri è cominciata la settimana dedicata ai grandi felini sul canale tv Nat Geo Wild di Sky, con una programmazione di una serie di imperdibili documentari HD, dedicati a questi animali straordinari. 
Attraverso un meraviglioso viaggio di immagini carico di speranza, questo evento televisivo globale, vuole contribuire a fermare il bracconaggio e sensibilizzare l'opinione pubblica al rispetto e alla salvaguardia dei felini di tutto il mondo.


L'ammirevole iniziativa prevede che per ogni nuovo fan della pagina Facebook di Nat Geo Wild Italia, il canale donerà 1 € per salvare i grandi felini della terra a rischio di estinzione! 
Basta un click su "mi piace", non costa nulla!

Ruggisci anche tu per la causa!


Scopri di più sul sito
Nationalgeographic.com, dove potrai dare, volendo, un ulteriore contributo personale cliccando su: donate.nationalgeographic.org

Nel frattempo godetevi il breve video promo della Big Cat week, è troppo forte!


mercoledì 20 febbraio 2013

La favola del rinoceronte

 

C'era una volta un cucciolo di rinoceronte di nome Jimmy che viveva in Africa, esattamente in Zimbabwe.  
Purtroppo questo cucciolo aveva perso la mamma perché era stata uccisa dai bracconieri
Il giorno che è stato trovato nella savana aveva solo pochi giorni di vita e se ne stava triste e disperato vicino al corpo immobile della madre.
 
David Hulme, il fotografo naturalista che lo ha trovato, lo ha portato nella fattoria degli amici Anne e Roger Whittal, due persone gentili che si occupano anche del recupero di animali feriti o di cuccioli rimasti orfani, destinati a morte certa proprio come Jimmy.
Sebbene pesasse già due tonnellate, il piccolo è diventato subito un componente a tutti gli effetti della famiglia di umani, imparando a vivere con loro come avrebbe fatto un animale domestico.
Già dai primi mesi, il cucciolo nutrito da Anne con il biberon, si è convinto che lei fosse sua madre.
Crescendo serenamente presso la fattoria
dei Whittal si è molto affezionato a loro, ma una volta raggiunta l'età adulta, il giovane rinoceronte, è stato reinserito gradualmente nella savana, il suo habitat naturale, fino a tornare alla vita selvaggia in natura.



Sebbene Jimmy avesse solo pochi giorni di vita quando è arrivato alla fattoria, e addomesticarlo potesse sembrare un'impresa difficile, si è integrato in pochissimo tempo con gli altri animali e con i bambini che la frequentavano.
Questo grande mammifero dalla pelle spessa come una corazza e dal corno appuntito in cima al muso, che può sembrare un animale preistorico, si lasciava accarezzare da tutti, dimostrando di provare grandi sentimenti.

 

Dopo aver passato tanto tempo nel mondo degli uomini Jimmy, sebbene ben riambientato in mezzo ai suoi simili, ogni tanto sente la nostalgia della vecchia casa in cui è cresciuto, così di tanto in tanto ci ritorna, con grande gioia di mamma Anne.
Questa è una storia straordinaria a lieto fine che ha il sapore di una favola.
È la conferma che una famiglia è un’insieme di esseri viventi, legati tra loro da affetto incondizionato, siano essi animali o umani.
Ma non tutte le storie sui rinoceronti sono a lieto fine....


 

Purtroppo la vita di questi pachidermi africani e asiatici è molto complicata, causa la caccia di frodo dei bracconieri che li
massacrano per vendere i loro corni come sostanza afrodisiaca ai ricchi cinesi o russi. 

mercoledì 16 gennaio 2013

Il tuffo della volpe


Avete mai visto una volpe che caccia sotto la neve?
Io si, anche se solo su foto e video. 
Non averla mai vista dal vivo è un peccato perché è uno spettacolo imperdibile!

Le volpi hanno una tecnica infallibile, infatti, grazie al loro udito eccezionale, individuano le prede anche sotto uno strato di diverse decine di centimetri di neve, dopodiché con movenze da cacciatrici esperte, attente a non far rumore, si apprestano ad afferrare la piccola preda con una mossa tanto mirata quanto inaspettata, tuffandosi a capofitto nella neve.
Dopo diversi minuti di concentrazione e studio silenzioso del terreno di caccia, si avventano sulla preda identificata con velocità estrema, lasciando solo le zampe posteriori fuoriuscire dalla neve insieme alla morbida coda.

A conferma della geniale tecnica di caccia ci sono le incredibili immagini scattate dal fotografo Richard Peters, durante un viaggio nella Lamar Valley nel Parco Nazionale di Yellowstone, che immortalano proprio il momento in cui una volpe rossa si appresta a fare il salto per catturare un topo che sotto la coltre di neve crede di essere al sicuro.



mercoledì 14 novembre 2012

Un'avventura lunga una vita

Se non ne avete ancora sentito parlare, quella che vi sto suggerendo è un'iniziativa che non vi dovete perdere!


One Life, l'annunciato documentario naturalistico, concepito appositamente per il grande schermo, è in arrivo in anteprima nelle sale italiane il 19 e 21 novembre!

Il kolossal prodotto dalla BBC Earth Films e diretto da due veterani del settore, Michael Gunton e Martha Holmes è un racconto sulla vita degli animali della durata di ottantacinque minuti, ottenuto dopo ben diecimila ore di riprese, durate ben quattro anni e avvenute in ventitré location diverse.

Protagoniste della pellicola sono venti diverse specie di animali, ripresi nella quotidiana lotta per la sopravvivenza, alla ricerca del cibo o di luoghi dove vivere e far crescere la prole, mentre conquistano l’anima gemella o proteggono i figli dai predatori.


Per rappresentare al meglio questo impressionante affresco sulla vita animale, la BBC Earth ha introdotto innovazioni tecnologiche e tecniche cinematografiche inedite, effettuando riprese con macchine HD Macro e sequenze fotografate in super high speed o rallentate fino a 80 volte, in modo da mostrare dettagli impossibili da vedere a occhio nudo.


 
Il commento sonoro è composto da George Fenton, la voce narrativa originale è di Daniel Craig, mentre per la versione italiana è di Mario Biondi.

L’iniziativa nasce con lo scopo di salvare dalla deforestazione il Bacino del Congo, straordinaria culla di biodiversità e secondo polmone verde mondiale dopo l’Amazzonia che sta rischiando di scomparire!
 
Oltre alla deforestazione che avviene al ritmo di 700.00 ettari l’anno e lo sfruttamento del territorio con attività minerarie, anche la caccia indiscriminata e il bracconaggio per il commercio illegale dell’avorio, stanno decimando specie preziosissime come i gorilla e gli elefanti africani.



Quello che possiamo fare noi, per dare il nostro minimo ma utile contributo, è andare al cinema a vedere le stupende sequenze degli animali nell'epica avventura della vita oppure acquistare il DVD già in commercio!

Potrebber essere anche un'ottima idea regalo natalizia!

mercoledì 26 settembre 2012

Allarme farfalle!



Ho letto nei giorni scorsi una notizia che mi ha inpensierito e preoccupato non poco.
I miei amici insetti sono a rischio estinzione!!!

Premesso che il 97% delle specie animali che abitano la Terra appartiene alla categoria degli invertebrati (molluschi, ragni, vermi, crostacei, insetti, ricci e stelle di mare, e molti altri) e solo il 3% a quella dei vertebrati, si può facilmente dedurre quanto gli invertebrati rappresentino un elemento insostituibile per l'equilibrio biologico globale.

Consideriamo inoltre che è proprio questa categoria che feconda l'80% delle piante coltivate e che tiene sotto controllo la popolazioni di insetti e parassiti dannosi alle colture agrarie o alla salute umana e animale.

Il professor J. Baillie, responsabile presso lo Zoological Society di Londra per la conservazione, tramite un approfondito studio sullo stato di salute degli invertebrati, ha reso noto che la situazione è diventata allarmante.

Per colpa delle alterazioni ambientali provocate da diversi fattori direttamente o indirettamente causati dall'uomo, quali disboscamento, incendi, dissesto idrogeologico, cambiamenti climatici, insetticidi, diserbanti, inquinamenti, monocolture, eccessiva urbanizzazione, ecc.) il numero di specie di invertebrati si sta drasticamente riducendo rischiando di scomparire.

In particolare pare si sia registrato un'allarmante diminuzione delle farfalle in tutta Europa.
Ma non sono solo le farfalle a rischio estinzione; il problema riguarda anche altri bellissimi e affascinanti insetti.
Essendo la farfalla molto amata da tutti, gli studiosi lanciando questo allarme sperano di poter sensibilizzare maggiormente l'opinione pubblica su quanto sta succedendo a causa del degrado ambientale.
Speriamo si riesca ancora ad invertire questo trend negativo!
Ognuno di noi può fare qualcosa perchè bastano pochi gesti consapevoli per dare un contributo essenziale.

sabato 25 agosto 2012

Il ritorno della cicogna bianca

foto dal web
Dalla Lipu ho appreso la notizia rincuorante che 70 coppie di cicogne bianche hanno nidificato quest'anno tra la Piana di Gela, la Piana di Catania, le Province di Siracusa, Agrigento, Trapani e Palermo.
Dal piccolo nucleo originario nel 1992 negli ultimi anni la crescita delle cicogne è stata esponenziale, tanto che dalla prima nidificazione di tre coppie, ora la colonia è la più grande d’Italia. 

lunedì 14 maggio 2012

Adotta una cicogna bianca

Avete mai visto una cicogna?

Ho avuto questa fortuna nel 2009 durante un viaggio itinerante in Repubblica Ceca con Francesco.
Probabilmente erano luoghi amati dalle cicogne e ne abbiamo viste tante che nidificavano sulle punte delle ciminiere delle fabbriche abbandonate.
Ci hanno affascinato tanto e abbiamo approfittato per scattare qualche foto.

Dopo tre anni, è arrivata l'occasione giusta per mostrarle.

Che spettacolo della natura!

L'esemplare più giovane è al centro del grande nido

La Cicogna bianca è una specie che tutti conoscono, almeno per sentito parlare, ma pochi hanno potuto osservarla in natura.  
Purtroppo da alcuni decenni in molti paesi il numero delle cicogne bianche è in forte declino, a causa di diversi fattori.

venerdì 9 marzo 2012

Una rondine non fa (più) primavera

Ve lo ricordate?
È un vecchio proverbio riferito al fatto che le rondini compaiono in cielo molto prima dell'inizio della buona stagione, quando l'inverno può ancora dare un colpo di coda; solitamente si utilizza per parlare di una situazione che sembra migliore di quella che è in realtà.


agraria.org
Oggi nel mondo degli uomini la vita delle rondini è sempre più complicata.
Io stessa che sono nata in città alla fine degli anni 60, credo di aver visto le rondini da vicino  solo poche volte in tutta la vita e mai un nido!

Diversi studi internazionali hanno registrato, ogni primavera dal 197o ad oggi, (con un picco dal '70 al '90) un costante declino del numero di questi uccelli in tutta Europa.
Il calo interessa anche altre specie di uccelli, come allodole, passeri, averle, cardellini, (sono 26 specie in tutto) collegate strettamente agli habitat agricoli. 
Gli esperti ritengono che una possibile causa sia l'indebolimento degli insetti, dieta base di questi uccelli, causa gli antiparassitari usati indiscriminatamente, oltre che la chimica di uso comune sulle colture agricole, considerata anche la principale causa della moria della api.

Per contro gli uccelli come cornacchie, colombi e storni, che sono in grado di adattarsi alla vicinanza con i nuovi contesti costruiti dall'uomo, sono in aumento.
Per le rondini il calo si è assestato negli ultimi anni intorno al 2,1% ogni anno, con un calo di circa il 40% negli ultimi vent'anni.
Ci si è messa di mezzo anche la legge in merito all'igiene negli allevamenti di bestiame che vieta i nidi all'interno delle stalle. 
Nei condomini di città vengono spesso rimossi perché considerati sporchi e fonte di malattie. 
I fili della luce sono un ostacolo poco visibile durante il volo notturno degli uccelli migratori, che ci finiscono contro, morendo. 
Il cambiamento climatico fà sfasare le migrazioni con conseguenze negative sui loro ritmi vitali.
Sono tanti, troppi, i motivi per cui le rondini stanno scomparendo.

Altre notizie per chi ama le rondini...per non dimenticarcene!

lunedì 5 marzo 2012

Ruggisci per la causa

Nelle ultime settimane è stata messa in atto un'iniziativa che non deve passare inosservata, dalla National Geographic Society, che punta a fermare la caccia di frodo e a salvaguardare l’habitat naturale dei felini, lanciando l’allarme sul rischio estinzione che corrono questi animali.
Esistono infatti reali pericoli che minacciano la loro esistenza, come la caccia indiscriminata, il bracconaggio, la desertificazione, la costruzione di dighe e strade, e altri fattori assolutamente evitabili.
I leoni ad esempio negli ultimi 100 anni sono diminuiti del 90%!!!
E' una notizia che mi ha fatto accapponare la pelle.
Possiamo e dobbiamo fare tutti qualcosa.. ora.
Come?
Il canale di Sky, Nat Geo Wild, ha messo in atto un’iniziativa ammirevole: 'Ruggisci per la causa'.
E’ sufficiente andare sulla pagina Facebook del canale, cliccare “mi piace” e Nat Geo Wild donerà 1 euro alla campagna internazionale di National Geographic in difesa dei grandi felini.
Date il buon esempio a tutti quelli che conoscete e soprattutto ai bambini. Fatelo subito!
E se volete far conoscere l'iniziativa a tutti i vostri amici non vi resta che condividere questo post sul vostro account Facebook! 

Ecco il video chiarificatore della settimana dedicata ai grandi felini, andata in onda sul canale sky in merito all'iniziativa, con un chiaro messaggio per sensibilizzare l'opinione pubblica rispetto all'importanza di salvaguardare questi magnifici predatori:
(Mi dispiace molto essere venuta a conoscenza della settimana dedicata ai felini su Sky solo ieri, ultimo giorno di programmazione)


venerdì 24 febbraio 2012

Lotta ecologica alle zanzare


Sembra un argomento fuori stagione, ma non lo è! 
È proprio ora il momento di iniziare la lotta ecologica contro le zanzare.
Io quest'anno ho deciso. 
Installo una batbox!

Cliccate qui per vedere dove acquistarla!

I pipistrelli sono mammiferi antichissimi, della famiglia dei chirotteri, (35 tipi esistenti in Italia) purtroppo in via di estinzione, essendo in forte riduzione in tutta Europa, ma utilissimi alleati dell’uomo nella lotta alle zanzare.
Questa drastica diminuzione è avvenuta a causa dell’alterazione del loro habitat, per l'inquinamento soprattutto, ma anche per l’uso indiscriminato di pesticidi e la mancanza di luoghi idonei dove ripararsi durante il giorno.

 
Impegnarsi per la loro conservazione è importante e noi possiamo intervenire. 
Se noi aiutiamo loro, loro aiuteranno noi.
È scientificamente provato che un pipistrello, in una sola notte, mangia dalle 1000 alle 2000 zanzare!

La buona notizia è che alcuni ricercatori qualche anno fà, hanno ideato e brevettato questa cassette-alloggio, chiamate BATBOX, (letteralmente scatola per pipistrello) studiate appositamente per le abitudini dei pipistrelli, che si sono effettivamente dimostrate un rifugio perfetto per scongiurare la loro estinzione.
Nelle batbox queste creature trovano un riparo sicuro dove si riprodurranno, daranno alle luce i piccoli, li allatteranno e si potranno proteggere dall'attacco dei predatori.

 
Questi piccoli mammiferi sono un'anello molto importante del nostro ecosistema, perchè grazie al loro instancabile lavoro notturno contribuiscono al controllo del numero di insetti nei nostri giardini, ma soprattutto delle odiosissime zanzare! 
Il pipistrello inizia la sua caccia al tramonto quando ci sono tutte le tipologie di zanzare, compresa le TIGRE, molto presente nella pianura padana e veramente fastidiosa!

Le batbox si possono installare durante tutto l'arco dell'anno, anche se il momento ideale è all'inizio marzo, e comunque prima dell'inizio della primavera, in modo che le trovino pronte appena escono dal letargo, per avere il tempo di colonizzarle e prepararle entro la nascita nei piccoli, che avviene in estate.
In alcuni casi questi mammiferi effettuano veri movimenti migratori stagionali di centinaia di chilometri, per cercarsi i rifugi diurni ideali nei luoghi in cui potersi dedicare alla caccia notturna.
Se qualcuno avesse già installato le batbox l'anno scorso, e non avesse notato movimenti, perchè in ritardo rispetto al periodo giusto, non preoccupatevi, perchè probabilmente le vedrete colonizzate da quest'anno. 
Queste utili cassette si trovano in commercio nei negozi di articoli per animali, presso la Lipu, e per chi è pratico di internet, su diversi siti tra cui quello che conosco personalmente e posso consigliarvi di Peraga.it.

Se invece vi sentite portati per il fai-da-te e volete provare a costruirle, seguite le istruzioni cliccando sul seguente link Comune.brescia.it

Una batbox può ospitare da una decina fino ad un ottantina di individui, in base alle dimensioni scelte. 
Deve essere posizionata e fissata su una perete esterna di un edificio, ad un'altezza minima di 4 metri, lontana da fonti luminose e da ostacoli che limitino il volo degli ospiti. 
Può essere fissata anche sugli alberi o su pali in zone non troppo ventose, sempre ad altezza di almeno 4 metri.
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