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giovedì 9 maggio 2013

Salviamo le oasi italiane!



Il Wwf ha iniziato da qualche giorno una campagna di raccolta fondi per sostenere la difesa delle oasi italiane, patrimonio inestimabile che rischia di scomparire.

Le oasi Wwf sono zone protette nate con l'obiettivo di salvare habitat e specie a rischio, che si sono sviluppate proprio grazie al sostegno dei volontari e delle persone generose.
Queste persone hanno scelto di mettere la natura al centro della loro vita e si impegnano, ogni giorno, per difenderla. 
Se potranno continuare a farlo, sarà grazie al nostro sostegno.

Da più di 40 anni il fondo per la natura opera ogni giorno sul territorio per ridurre, prevenire o bloccare particolari minacce, come la cementificazione, il degrado, il dissesto idrogeologico, la desertificazione, la caccia indiscriminata, ecc. e trasformarle in aree perfette per lo sviluppo della biodiversità.

Oggi più che mai il WWF chiede un piccolo aiuto da parte di tutti, per continuare la sua azione di tutela del nostro patrimonio ambientale, per le risorse sempre più ridotte a causa della crisi economica e di politiche sconsiderate.


 

Fino al 26 maggio puoi donare 2 o 5 euro al 45506, via sms o chiamata, per sostenere le Oasi WWF e aiutare la realizzazione di due importanti progetti:

1 - La “Casa per l’Orsoche si trova in Trentino, che avrà lo scopo di aiutare questa specie in via d'estinzione (circa 50 esemplari sulle Alpi, meno di 100 in tutta Italia) a vivere in spazi ampi e sicuri dove nutrirsi e riprodursi.
2 - La “Spiaggia sostenibile” per proteggere dalla cementificazione una delle coste più selvagge del nord della Sardegna, e promuoverla ad un turismo responsabile e non invadente, per godersi il mare nel rispetto della natura.

Io ho già mandato l'sms appena ho letto la notizia!
Fatelo subito anche voi!

Numerosi sono gli eventi in programma per sostenere la raccolta fondi; tra queste la Giornata oasi Wwf, fissata per il 19 maggio, in cui molte aree verdi italiane saranno aperte gratuitamente con iniziative per tutti.

Tutti i programmi, regione per regione, saranno pubblicati sul sito wwf.it/festaoasi.
Inoltre all'iniziativa si affianca anche il sito di Repubblica.it, dove il contributo richiesto è una fotografia per aiutare le oltre 100 le aree protette aperte al pubblico della nostra penisola.
Informatevi per tempo se volete partecipare!


Le oasi sono praticamente in tutte le regioni, come un vero e proprio parco nazionale diffuso, dalle Alpi alla Sicilia.
Ogni anno circa 400.000 persone le frequentano. 
Dalle Oasi sono nati parchi nazionali, come quello della Majella o dei Monti Picentini.
Altre sono polmoni verdi per le città, come Vanzago a Milano, Cratere degli Astroni in piena Napoli o Ripa Bianca di Jesi. 

Molte, come Monte Arcosu, Bosco Rocconi, Bosco Foce dell'Arrone, sono nate proprio grazie a campagne di raccolta fondi come questa.
Nei Centri di Recupero vengono curati migliaia di animali ogni anno, che spesso tornano liberi.
Specie simbolo come il cervo sardo, la lontra, il camoscio appenninico, il tritone alpestre o la gallina prataiola, sono state salvate dall'estinzione, mentre farfalle, anfibi, rettili e centinaia di uccelli acquatici o migratori, così come tante specie di piante, anche rare e secolari, vivono al sicuro nelle oasi.


Se potete fate girare questo messaggio importante!

Donate senza esitare, ogni contributo è prezioso! 

martedì 26 febbraio 2013

Big cat week!


Dai leoni del Kenya fino al leopardo delle nevi in Himalaya, i grandi felini hanno bisogno del nostro aiuto!

Leoni, tigri, leopardi, ghepardi, giaguari stanno scomparendo e National Geographic si impegna ormai da anni per sostenere i programmi contro l'estinzione di questi animali.
Proprio ieri è cominciata la settimana dedicata ai grandi felini sul canale tv Nat Geo Wild di Sky, con una programmazione di una serie di imperdibili documentari HD, dedicati a questi animali straordinari. 
Attraverso un meraviglioso viaggio di immagini carico di speranza, questo evento televisivo globale, vuole contribuire a fermare il bracconaggio e sensibilizzare l'opinione pubblica al rispetto e alla salvaguardia dei felini di tutto il mondo.


L'ammirevole iniziativa prevede che per ogni nuovo fan della pagina Facebook di Nat Geo Wild Italia, il canale donerà 1 € per salvare i grandi felini della terra a rischio di estinzione! 
Basta un click su "mi piace", non costa nulla!

Ruggisci anche tu per la causa!


Scopri di più sul sito
Nationalgeographic.com, dove potrai dare, volendo, un ulteriore contributo personale cliccando su: donate.nationalgeographic.org

Nel frattempo godetevi il breve video promo della Big Cat week, è troppo forte!


mercoledì 20 febbraio 2013

La favola del rinoceronte

 

C'era una volta un cucciolo di rinoceronte di nome Jimmy che viveva in Africa, esattamente in Zimbabwe.  
Purtroppo questo cucciolo aveva perso la mamma perché era stata uccisa dai bracconieri
Il giorno che è stato trovato nella savana aveva solo pochi giorni di vita e se ne stava triste e disperato vicino al corpo immobile della madre.
 
David Hulme, il fotografo naturalista che lo ha trovato, lo ha portato nella fattoria degli amici Anne e Roger Whittal, due persone gentili che si occupano anche del recupero di animali feriti o di cuccioli rimasti orfani, destinati a morte certa proprio come Jimmy.
Sebbene pesasse già due tonnellate, il piccolo è diventato subito un componente a tutti gli effetti della famiglia di umani, imparando a vivere con loro come avrebbe fatto un animale domestico.
Già dai primi mesi, il cucciolo nutrito da Anne con il biberon, si è convinto che lei fosse sua madre.
Crescendo serenamente presso la fattoria
dei Whittal si è molto affezionato a loro, ma una volta raggiunta l'età adulta, il giovane rinoceronte, è stato reinserito gradualmente nella savana, il suo habitat naturale, fino a tornare alla vita selvaggia in natura.



Sebbene Jimmy avesse solo pochi giorni di vita quando è arrivato alla fattoria, e addomesticarlo potesse sembrare un'impresa difficile, si è integrato in pochissimo tempo con gli altri animali e con i bambini che la frequentavano.
Questo grande mammifero dalla pelle spessa come una corazza e dal corno appuntito in cima al muso, che può sembrare un animale preistorico, si lasciava accarezzare da tutti, dimostrando di provare grandi sentimenti.

 

Dopo aver passato tanto tempo nel mondo degli uomini Jimmy, sebbene ben riambientato in mezzo ai suoi simili, ogni tanto sente la nostalgia della vecchia casa in cui è cresciuto, così di tanto in tanto ci ritorna, con grande gioia di mamma Anne.
Questa è una storia straordinaria a lieto fine che ha il sapore di una favola.
È la conferma che una famiglia è un’insieme di esseri viventi, legati tra loro da affetto incondizionato, siano essi animali o umani.
Ma non tutte le storie sui rinoceronti sono a lieto fine....


 

Purtroppo la vita di questi pachidermi africani e asiatici è molto complicata, causa la caccia di frodo dei bracconieri che li
massacrano per vendere i loro corni come sostanza afrodisiaca ai ricchi cinesi o russi. 

domenica 30 dicembre 2012

Capodanno: un incubo per gli animali



Con le feste è iniziato l'incubo per cani, gatti e animali selvatici che vivono vicino alle zone urbane.
E il peggio deve ancora venire.

Alla mezzanotte del 31 dicembre, come ogni anno, nonostante vari comuni italiani abbiano emesso ordinanze per fermare i botti, si assisterà ancora una volta a questa pericolosa pratica per gli umani, ma non solo.
Il bilancio delle persone morte o ferite viene ogni anno aggiornata e segnalata dai media, ma sono gli animali a pagare il prezzo più alto in termini numerici. 

Secondo l'Associazione italiana difesa animali e ambiente (Aidaa) in Italia sono circa 5.000 quelli che perdono la vita nella notte di capodanno!


Tra gli animali selvatici, sono gli uccelli le prime vittime.
Trovando riparo dal gelo dell'inverno in rifugi costruiti a fatica o provvidenzialmente scoperti per sopravvivere ai geli invernali, nei giardini o nei cortili dei palazzi di città sono vulnerabili alle esplosioni, perché svegliandosi disorientati dal rumore e dalle luci rischiano di schiantarsi contro pali della luce, cavi elettrici, automobili, muri o vetrate.
Inoltre gli uccelli diurni uscendo dai loro nascondigli di notte diventano facili prede degli uccelli notturni molto più abituati a volare al buio.
I piccoli mammiferi che non sono in letargo, come conigli, topolini e criceti possono morire di crepacuore.
La paura dei botti negli animali è istintiva, fa parte di un meccanismo atavico che in natura serve a salvarli facendoli allontanare da un potenziale pericolo.
Bisogna tener conto inoltre che gli animali hanno una diversa percezione dei rumori. 
Tra gli animali domestici il cane è quello più a rischio.
Il suo senso dell'udito è notevolmente superiore a quello umano, oltre a sentire vibrazioni che l'uomo non percepisce,è in grado di sentire odori ad una concentrazione un milione di volte inferiore a quella percepita dall'uomo e ad una distanza per noi inimmaginabile.
Questo amplifica la loro percezione, amplificando anche la paura,
inducendoli a reazioni istintive e incontrollate, come divincolarsi con forza facendosi male, buttarsi da finestre e balconi, scavalcare recinzioni, liberarsi dal guinzaglio e fuggire in strada.
Per effetto dello shock alcuni animali muoiono d’infarto, oppure fuggendo senza meta in preda al panico finiscono investiti dalle automobili o al canile, dove (se sprovvisti di identificazione) rischiano di restarci per il resto della loro esistenza.
 
 
I fuochi d'artificio inoltre provocano sensibilizzazione, cioè un progressivo aumento della reazione da paura, anno dopo anno, poiché sono stimoli di forte intensità, non prevedibili e che si presentano a intervalli irregolari senza possibilità di fuga.



mercoledì 14 novembre 2012

Un'avventura lunga una vita

Se non ne avete ancora sentito parlare, quella che vi sto suggerendo è un'iniziativa che non vi dovete perdere!


One Life, l'annunciato documentario naturalistico, concepito appositamente per il grande schermo, è in arrivo in anteprima nelle sale italiane il 19 e 21 novembre!

Il kolossal prodotto dalla BBC Earth Films e diretto da due veterani del settore, Michael Gunton e Martha Holmes è un racconto sulla vita degli animali della durata di ottantacinque minuti, ottenuto dopo ben diecimila ore di riprese, durate ben quattro anni e avvenute in ventitré location diverse.

Protagoniste della pellicola sono venti diverse specie di animali, ripresi nella quotidiana lotta per la sopravvivenza, alla ricerca del cibo o di luoghi dove vivere e far crescere la prole, mentre conquistano l’anima gemella o proteggono i figli dai predatori.


Per rappresentare al meglio questo impressionante affresco sulla vita animale, la BBC Earth ha introdotto innovazioni tecnologiche e tecniche cinematografiche inedite, effettuando riprese con macchine HD Macro e sequenze fotografate in super high speed o rallentate fino a 80 volte, in modo da mostrare dettagli impossibili da vedere a occhio nudo.


 
Il commento sonoro è composto da George Fenton, la voce narrativa originale è di Daniel Craig, mentre per la versione italiana è di Mario Biondi.

L’iniziativa nasce con lo scopo di salvare dalla deforestazione il Bacino del Congo, straordinaria culla di biodiversità e secondo polmone verde mondiale dopo l’Amazzonia che sta rischiando di scomparire!
 
Oltre alla deforestazione che avviene al ritmo di 700.00 ettari l’anno e lo sfruttamento del territorio con attività minerarie, anche la caccia indiscriminata e il bracconaggio per il commercio illegale dell’avorio, stanno decimando specie preziosissime come i gorilla e gli elefanti africani.



Quello che possiamo fare noi, per dare il nostro minimo ma utile contributo, è andare al cinema a vedere le stupende sequenze degli animali nell'epica avventura della vita oppure acquistare il DVD già in commercio!

Potrebber essere anche un'ottima idea regalo natalizia!

sabato 20 ottobre 2012

Il cervo innamorato




A circa 30 minuti di treno dal centro di Londra, si trova Richmond Park, il più grande parco Reale di Londra, e il più esteso parco urbano recintato d'Europa.
Questo polmone verde copre quasi 2.500 ettari e rappresenta un santuario calmante dalla pressione della vita cittadina.
Dalla collinetta dedicata al re Enrico VIII è visibile uno scorcio della cattedrale di Saint Paul e del London Eye. 
Nel parco esistono numerosi edifici storici e di interesse architettonico, ma soprattutto foreste, boschi cedui, querce secolari, stagni e spazi utilizzati per il pascolo.
Una delle zone boschive più magiche è la Isabel Plantation, ricca di biodiversità e con enormi azalee, rododendri, camelie e magnolie, ma la cosa più attrattiva di questo Parco è che si tratta di una Riserva Naturale
Ci si possono trovare tanti daini e cervi, scoiattoli, conigli e numerosi coleotteri; tra i volatili vi trova rifugio il parrocchetto dal collare.

Sto scrivendo di questo parco perchè qualche giorno fà su varie testate sono state pubblicate alcune bellissime foto di un cervo in amore, che si adorna le corna con le felci. (Photmasi)
Mi hanno così emozionato che vorrei condividerle con i lettori altrettanto sensibili.
 

mercoledì 2 maggio 2012

Attenti ai ricci!

I ricci, che creature adorabili!

Come tutte le persone che li hanno visti da vicino, amo i ricci.

Nel mio giardino ne girano parecchi ed essendo esserini abitudinari e stanziali, credo che negli anni abbiano messo su famiglia.
Ogni primavera escono dal letargo e in questa stagione fino all'autunno inoltrato si intravedono alla luce della luna zampettare di notte in mezzo al prato alla ricerca di cibo. 
Il riccio comune infatti si nutre di insetti, lombrichi, ranocchie, lucertole, vipere, nidiacei e frutti.

Se volete aiutare i ricci della vostra zona facendogli trovare cibo utile in questo periodo per sfamare i piccoli, lasciate in giro qualche crocchetta da gatto e un pò d'acqua soffrendo molto la sete. 
Dovete far attenzione a non esagerare con il cibo perché i ricci non sono dotati del senso di sazietà e potrebbero mangiare fino a morire!
Non date mai ai ricci il latte o derivati perché gli fa malissimo e evitate di spargere i lumachicidi che li può uccidere sia per contatto che per ingestione.


Tutti pensano che il riccio cammini lentamente, in realtà procede sul terreno in modo metodico esplorando e fiutando ciò che incontra, avendo una vista poco sviluppata, ma quando deve spostarsi velocemente si alza sulle zampette e corre via come se fosse un topolino...
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