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sabato 13 luglio 2013

Come e quando annaffiare le piante

Una delle domande più frequenti che mi pongono le persone che sanno della mia passione per le piante è: quanto devo annaffiare?“
 
La mia risposta è sempre la stessa.
Non esiste una regola fissa per sapere quando bisogna annaffiare le piante, ma ci sono diversi modi per capire se hanno bisogno d’acqua.
Il più semplice e affidabile è quello di toccare il terreno in superficie; se è umido, o fresco, non è necessario annaffiare la pianta, se invece è secco e asciutto bisogna innaffiare.
Anche osservare le foglie è una tecnica che può servire, perché se vedete segni di appassimento la pianta, sicuramente ha sete, ma è meglio non aspettare che la pianta si afflosci e si indebolisca.

Soprattutto per le coltivazioni in vaso, che hanno esigenze maggiori rispetto a quelle in piena terra, occorre osservare vari segnali.
Innanzitutto non so se tutti sanno che le piante messe a dimora in vasi di terracotta hanno bisogno di una quantità doppia di acqua rispetto a quelle contenute nei vasi di plastica, in quanto l’umidità evapora attraverso la superficie porosa del vaso, cosa che non succede nei materiali plastici.
Quest'ultimi sono quindi da preferire, soprattutto per le piante con alte necessità idriche o se si ha poco tempo da dedicare alla cura delle piante.
Altra condizione da non sottovalutare è il tipo di terreno in cui vive la pianta vive: se è argilloso, l'idratazione si manterrà più a lungo rispetto ad un terreno più sabbioso.
Se il terriccio attorno alla pianta in vaso ha un aspetto polveroso e tende a staccarsi dalle pareti dello stesso, sappiate che è il momento di annaffiare.
Inoltre le piante con molte radici necessitano di maggiore acqua rispetto a quelle piante appena messe a dimora in vasi capienti e che hanno ancora spazio per crescere;  quelle con grosse radici e foglie piccole (come molti arbusti da siepe) hanno bisogno di meno acqua di quelle con foglie larghe, sottili e delicate, avendo una maggior superficie esposta all'evaporazione.
  
 
Generalizzando si può dire che durante la crescita, quando fiorisce, e nelle giornate calde primaverili e estive le piante necessitano di più acqua, mentre in autunno e in inverno bisogna ridurre drasticamente l'apporto o, in alcuni casi (vedi le succulente e le cactacee), sospendere le annaffiature.
Come dicono i "Giardinieri in affitto", basta l'utilizzo di tre sensi, per capire quando l’acqua è sufficiente.
1)  Tatto: mettete una mano sopra la foglia e una sotto: se la pianta emana una sorta di lieve freschezza, significa che non ha sete, se invece è calda vuol dire che ha bisogno di acqua, per il fenomeno di evaporazione dei liquidi nei vegetali, simile alla sudorazione umana.

2) Vista: quando sono secche e disidratate le piante si afflosciano nel giro di pochi minuti, quindi bisogna innaffiare.

3) Olfatto: se la pianta in vaso emana un cattivo odore vuol dire che c'è ristagno di liquidi che potrebbe far marcire le radici, quindi lasciate asciugare bene il terreno e innaffiate con minore frequenza. 

Un consiglio per praticare un giardinaggio ecosostenibile e per fare in modo che le piante non si abituino a richiedere troppa acqua, è di non annaffiarle sistematicamente tutti i giorni o a cadenze fisse, ma solo quando ne hanno reale necessità, (attuando i metodi prima descritti) così si abitueranno anche a sopportare la sete dei giorni molto caldi e siccitosi senza soffrire troppo.
 
Le piante del giardino coltivate in piena terra posso sfruttare al meglio le precipitazioni.
Per fare in modo che riescano ad assorbire meglio l'acqua somministrata e quella piovana, si consiglia in primavera di zappettare leggermente intorno al fusto, per rompere la crosta del suolo.
Altra soluzione utile che diminuisce l'evaporazione dell'acqua è la pacciamatura: la base della pianta infatti, può essere coperta con uno strato di qualche centimetro di materiale organico, quali corteccia, foglie secche, paglia, lapillo, gusci di frutta secca, o dischi in fibra di cocco biodegradabili (in vendita qui).

Anche gli eccessi di acqua però possono danneggiare le piante. 
Se notate macchie sul fogliame, fiori marciti e muschio, avete sicuramente esagerato con l’acqua e l’unico modo per salvare la pianta (se le radici sono ancora sante) è trapiantarla in un nuovo vaso, con terriccio fresco miscelato a sabbia e con un fondo di ghiaia o argilla espansa che evitino il ristagno.

martedì 28 maggio 2013

Giardinaggio terapeutico

Che il giardinaggio facesse bene al corpo e allo spirito lo immaginavo già, ora per fortuna lo riconosce anche la scienza.
Secondo studi medici basati su diversi anni di osservazione, basta trascorrere 30 minuti al giorno occupandosi delle proprie piante o prendendosi cura dell'orto, per migliorare l’umore e alleviare lo stress, riducendo il livello di cortisolo che lo provoca.
Essendo lo stress responsabile del 70% delle malattie, ridurlo previene la maggior parte delle malattie. 


Il giardinaggio nell'epoca moderna non è più solo un semplice hobby, ma un vero e proprio rimedio per far fronte allo stress, un’attività che coinvolge corpo e mente con notevoli benefici sulla salute.
Per cominciare, imparare a prendersi cura di un altro organismo vivente come le piante implica prendersi una responsabilità e di conseguenza un aumento di fiducia in sé stessi e nelle proprie capacità; inoltre vedere crescere i frutti del proprio lavoro è un’esperienza appagante.

Non si può trascurare poi che curare il giardino è un vero e proprio esercizio fisico.
L’impegno nelle attività tipiche della cura del verde, come scavare, zappare, potare, rastrellare, annaffiare, seminare, travasare, strappare erbacce, implica movimenti che rafforzano i muscoli, che può far bruciare circa 350 calorie per le donne e circa 450 per gli uomini.

In una società sempre più tecnologica e virtuale le persone dovrebbero dedicare più tempo a stretto contatto con la natura per sentirsi meglio fisicamente e non solo.


giovedì 18 aprile 2013

Il Giglio compie vent'anni!



Anche quest'anno alla fine di aprile, per tre giorni il Parco della Reggia di Colorno, sarà la meta preferita degli appassionati dei fiori e del giardinaggio. 

Nello splendido scenario del giardino storico della piccola Versailles in provincia di Parma, dal 26 al 28, solo ad una quindicina di chilometri da casa mia, si svolgerà la ventesima edizione di una delle più curate manifestazioni italiane, dedicata a chi cerca piante di qualità, o a chi vuole imparare a coltivare fiori e frutti speciali senza particolari competenze, grazie agli esperti a disposizione che sveleranno i loro segreti. 

Le mostre per gli amanti del giardinaggio in primavera sono tantissime e probabilmente si assomigliano un po' tutte, ma Nel Segno del Giglio ha uno spirito speciale in un contesto straordinario che ogni anno sa rinnovarsi e reinventarsi fra tradizione e innovazione
Il Parco Ducale non è certo una location comune, non fosse altro per le dimensioni del magnifico giardino all'italiana, disegnato da Le Notre.
Sarà per questi motivi che la mostra florovivaistica dal nome che evoca il fiore simbolo della dinastia dei Farnese, ogni anno registra sempre più adesioni, raggiungendo un rilievo internazionale.


Gli espositori che parteciperanno a questa edizione saranno circa 150, tra i vivaisti e le altre aziende legate al settore del verde.
Offriranno una scelta selezionata, di altissima qualità, non solo di piante e fiori, ma anche di arredi da giardino, strumenti per il giardinaggio ed il birdgardening, cibi biologici, brocantage, ecc., oltre a diverse opportunità di intrattenimento per adulti e bambini.

Il tema di quest’anno sarà la biodiversità.
Saranno presenti gli “agricoltori custodi”, cioè aziende agricole della Provincia di Parma che da diversi anni coltivano frutti e ortaggi di varietà antiche in via di estinzione, che in tanti anni di lavoro, sono riusciti a preservare dall'oblio circa 700 varietà di alberi da frutto. 
Da vent'anni a questa parte infatti un gruppo di insegnanti, agronomi e studenti di una scuola superiore di agraria di Parma, recuperano alberi da frutta, ortaggi e animali di specie in via di estinzione, cercandoli nei cortili di monasteri e nelle vecchie case di campagna. 
Così facendo hanno raccolto sementi preziose di ortaggi obsoleti o talee di piante come la susina di Maria Luigia, da offrire a chi voleva coltivarle, per farle diventare patrimonio di tutti.


mercoledì 10 aprile 2013

I segreti della concimazione


Come preannunciato da qualche giorno, è giunto il momento di parlare di un argomento che interesserà soprattutto gli appassionati di giardinaggio.
Probabilmente risulterà molto noioso a tutti gli altri, quindi siete sollevati dal continuare a leggere se non amate le piante!
Per chi continua a leggere spero che ciò che ho scritto possa essere utile a chi è alle prime esperienze con il verde, o a chi spesso mi pone domande nei commenti in merito a questa buona abitudine, spesso sottovalutata.

Oggi si parla di concimazione!


La stagione delle concimazioni inizia con la ripresa vegetativa primaverile: proprio in questo periodo, tra marzo e aprile, è il momento giusto per fertilizzare sia le piante d'appartamento, che quelle esterne in vaso o in piena terra, gli arbusti da fiore o da frutto in giardino, l'orto e anche il tappeto erboso. 


Come ogni essere vivente, anche le piante, necessitano di nutrimento per svilupparsi in maniera rigogliosa e resistere alle avversità e alle malattie; la concimazione è un'operazione indispensabile per farle crescere correttamente. 
Senza nutrimento le piante non potrebbero radicare, fiorire, fruttificare, nè compiere le funzioni fondamentali, come la fotosintesi clorofilliana. 
In natura le specie spontanee ricevono il nutrimento necessario dall’acqua piovana e dai minerali disciolti nel terreno, ma queste condizioni non sono sempre presenti nei nostri giardini, perché non tutti i tipi di piante provengono dagli stessi habitat, con le stesse caratteristiche di terreno e condizioni climatiche.
Proprio per questi motivi, quasi tutte le piante coltivate a scopo produttivo od ornamentale devono essere concimate.
 


I concimi, contengono le sostanze nutritive fondamentali per la crescita delle piante, e possono contenere un solo elemento (concimi essenziali) o più elementi nutritivi (concimi complessi), tra cui l’azoto, il fosforo e il potassio.

domenica 10 marzo 2013

Giardinaggio di primavera



Il mese appena iniziato è quello del risveglio, non solo per noi umani, che usciamo dal cosiddetto torpore invernale, ma anche quello delle piante, (oltre che degli insetti e dei mammiferi in letargo) che è quello che attendo ogni anno con grandi aspettative.
Dopo tanti giorni di pioggia, oggi finalmente splende un bel sole e con l'innalzamento delle temperature, i parchi e i giardini subiranno una rapida trasforma­zione, fino al tripudio di colori e profumi che ci riserva la stagione più sorprendente dell'anno.


 

Approfittando della splendida giornata, già un paio di domeniche fa, io e Francesco abbiamo potato tutte le rose e l'albero delle farfalle, e ci siamo dedicati all'indispensabile pulizia del secco, rimuovendo le foglie secche che facevano da pacciamatura invernale sotto gli arbusti e gli alberi, tagliando i rami rovinati dal gelo delle piante perenni fino alla base della pianta,  prima che le nuove gemme inizino a uscire dal terreno.
Poi ho potato la delicata clematis a fioritura estiva Ville de Lyonche mi ringrazierà fra una quarantina di giorni donandomi una spettacolare fioritura.

Molte bordure di erbacee perenni, soprattutto quelle a fioritura estiva e autunnale,
(nel mio caso l'astro settembrino, la physostegia virginiana e i crisantemi) stanno ancora sonnecchiando, ma si sveglieranno presto, quando la temperatura si stabilizzerà attorno ai 15-16°.
Quando ricominceranno a ve­getare, provvederò a somministrare concime liquido o in granuli solubili ad alto contenuto di fosforo e potassio, una volta ogni paio di settimane circa.
Alcune erbacee a foglia persistente invece, sembrano essere uscite dall'inverno in ottima salute, come nel caso della bellissima heuchera creme brulè, che in questi giorni ha assunto un colore vivacissimo, più tendente al rosso rispetto a quando l'ho messa a dimora in autunno!
In questo periodo si possono piantare in vaso i tuberi di begonie e calle, e in breve tempo si potranno ammirare i loro sgargianti colori e inebrianti profumi.
 

Molte bulbose a fioritura primaverile hanno iniziato a fare capolino e a mostrare le prime foglie o i primi boccioli.
Nel mio giardino l'attesa dei primi narcisi si fa sempre più pressante, non vedo l'ora di vedere le sue corolle bianche e giallo limone, per non parlare di tutti i nuovi tulipani e allium che ho piantato in autunno, oltre a quelli ovviamente, meno recenti, che spero continuino a inselvatichirsi.


  

domenica 17 febbraio 2013

Come e quando potare le rose

 

Quale giardino si può definire tale se non ha almeno una rosa?
Le rose ci regalano stupende fioriture per diversi mesi all'anno, ma in cambio hanno bisogno di cure e soprattutto di interventi di potatura.
Infatti per dare il meglio di sè, assicurandosi fiori splendidi da far invidia a tutto il vicinato, le rose richiedono potature regolari e adeguate.
È un'operazione indispensabile per la loro vita.


Rosa Pearl Mirato (quella su cui ho trovato le uova di cimice: Scoperta di una giardiniera curiosa)
Lo scopo della potatura è polivalente: se è bene eseguita ne corregge la forma rendendola armoniosa, ma soprattutto stimola sensibilmente la fioritura, aumentandone il volume e la quantità.

La mia amatissima e profumatissima rosa Liv Tyler!

Le rose si dividono in tante specie diverse e ogni rosaio richiede un procedimento appropriato di potatura, che deve essere eseguita seguendo la giusta tecnica.
Questa operazione va effettuata in diversi momenti dell'anno secondo la latitudine, l'esposizione e l'altitudine. 
In ogni caso non si deve mai potare durante i mesi di freddo intenso.
Nelle zone a clima mite dell'Italia centrale, del sud e delle isole, è preferibile la potatura autunnale (fine novembre-primi di dicembre), che dovrebbe garantire un'anticipata fioritura primaverile. 
Nelle zone più fredde (è il caso della mia Pianura Padana) è invece consigliabile rimandare la potatura a febbraio-marzo aspettando la fine delle gelate. 
È comunque opportuno intervenire sempre prima della ripresa vegetativa: una potatura tardiva pregiudica e ritarda la prima fioritura!

Bisogna tenere presente, inoltre, che la maggior parte delle rose produce i fiori sui rami nuovi ma alcuni tipi fioriscono sui rami dell'anno precedente (tutte le rose rampicanti e alcune rose a cespuglio non rifiorenti).
Queste ultime specie devono quindi essere potate a fine estate, dopo che la pianta avrà esaurito la sua ricca fioritura.
Nei rosai adulti molto rigogliosi è meglio intervenire in due fasi distinte: una potatura autunnale, a novembre, per accorciare di circa un terzo i rami troppo lunghi, al fine di evitare che il vento o il peso della neve possano spezzarli, poi una potatura vera e propria alla fine dell'inverno.



Prima di iniziare questa operazione è molto importante verificare che le cesoie siano ben affilate e disinfettate.
Se è giunto il momento di cambiarle, fatelo, e se volete fare un ottimo acquisto cliccate qui!
Il taglio di potatura va praticato non più di 6-8 millimetri al di sopra di una gemma e rivolto verso l'esterno del cespuglio; se si taglia il ramo troppo lontano dall'ultima gemma, si genera un moncone che si seccherà e non darà vita ai fiori.
Il taglio va fatto inclinato verso il basso dalla parte opposta della gemma per favorire lo scolo dell'acqua e non bisogna assolutamente provocare sfilacciature che potrebbero rendere la rosa più soggetta a malattie.
Ecco un esempio molto esplicativo:


Si devono eliminare anche i rami secchi, quelli che si incrociano verso l'interno e quelli più deboli per permettere alla pianta di ricevere luce e aria all'interno.
Se i rami sono particolarmente robusti si consiglia di utilizzare una sega da potatore.
Dopo aver fatto una buona parte del lavoro di potatura, allontanatevi di qualche metro per  osservare meglio se la pianta sta assumendo la forma giusta, che deve assomigliare ad una scodella.
Eliminare poi tutti i polloni che si formano dalle radici durante l'inverno; il taglio deve essere netto e radente il punto della radice da cui il ramo spunta. 
Se il pollone cresce lontano dalla pianta non è sufficiente tagliarlo a terra, ma si dovrà risalire fino alla radice.

domenica 27 gennaio 2013

Le stagioni del maestro giardiniere


Le mie nozioni di giardinaggio arrivano dalla pratica sul campo, dalle ricerche su vari siti specializzati ogni volta che mi occorrono informazioni su nuovi acquisti, ma c'è una persona in particolare che mi ha ispirato nei primi anni di costruzione del giardino: questa persona è il maestro giardiniere Carlo Pagani.

Titolare del garden center Flora 2000, a Budrio, poco distante da Bologna, ha condotto in tv diverse rubriche di giardinaggio, (Guida al verde, Stagioni in casa, Favole in verde, Favole in rosa e Giardini d’inverno) alcune delle quali ho seguito con avidità per carpire maggiori informazioni possibili.
Da lui ho capito l'importanza della concimazione, le tecniche di potatura e altre perle di saggezza, che spesso metto in pratica per ottenere buoni risultati.
Ho citato il maestro nel post: La pianta obbediente physostegia perché l'erbacea di cui ho scritto l'ho comprata proprio nel suo vivaio!

Oltre ad essere un appassionato collezionista di rose antiche, di lillà, di peonie e di frutti antichi, ha progettato e realizzato nella sua lunga carriera tantissimi giardini, sempre con la sua inesauribile energia interiore e la voglia di conservare le tradizioni della campagna della bassa bolognese, di cui è originario e negli ultimi anni ha iniziato a divulgare la sua esperienza attraverso la televisione e la mia rivista preferita: Gardenia.

Ha scritto diversi libri come coautore, tra cui, nel 2000 “Rose perdute e ritrovate” "Nell'orto con il maestro giardiniere" e recentemente "Le stagioni del maestro giardiniere". 



In vista dell'arrivo imminente della primavera potrebbe essere utile avere a portata di mano l'ultimo libro citato, il cui sottotitolo è tutto un programma: 182 suggerimenti d'autore per coltivare giardino, orto, balcone e piante di casa con competenza e intima soddisfazione.

I coautori, Carlo Pagani e Mimma Pallavicini, hanno deciso di suddividere gli argomenti in tre capitoli: giardino, orto, balcone e casa, e per ognuno di questi capitoli c'è un'ulteriore suddivisione nelle diverse stagioni dell’anno, per rendere il libro di facile e veloce consultazione.
Si può infatti scegliere esclusivamente la parte che interessa, senza necessariamente leggere il resto, anche se tutto può servire....
Il maestro giardiniere e la signora Pallavicini, firma storica di Gardenia, spiegano le tecniche di giardinaggio per gradi, ma anche con leggerezza e ironia.

Fate tesoro di questo consiglio, così quando dovrete effettuare i primi lavori primaverili sarete già pronti con le giuste istruzioni!


Grazie Carlo Pagani!!!

sabato 5 gennaio 2013

Proposte per un giardino invernale



È iniziato un nuovo anno, non solo per noi, ma anche per il giardino.
Anche se siamo ancora nel cuore dell'inverno non si può negare che la primavera si stia piano piano avvicinando, come si può notare dalle gemme pelose della mia magnolia stellata.



Erroneamente si può ritenere che durante l'inverno le piante siano in riposo vegetativo, in realtà esistono piante che non necessitano del caldo per risvegliarsi e ricominciare a produrre fiori o foglie e quindi proprio in inverno danno il meglio di sè. 
Un esempio di pianta che produce fiori quando le giornate si accorciano è la stella di Natale , di cui ho già scritto nei giorni scorsi.
Ritengo che un bravo giardiniere si riconosca anche per la varietà di piante messe a dimora in giardino in grado di produrre fioriture in ogni stagione dell’anno.
Se si apprezza un giardino invernale il mercato vivaistico mette a disposizione diverse erbacee e a arbusti da porre a dimora per tempo per fare in modo di ammirarli e rallegrarci anche quando fuori tutto sembra riposare sotto la neve.

Inoltre l'inverno è il momento giusto per preparare il giardino in vista della primavera e per programmare i nuovi progetti di giardinaggio!

Buona parte delle piante che fioriscono in pieno inverno non hanno colori molto vivaci, fiori grandi o molto profumati, infatti spesso sono piccoli fiori gialli, bianchi o verdastri, come nel caso dellelleboro, erbacea a fioritura invernale rustica e molto facile da coltivare, considerata la Rosa di Natale dagli inglesi.
Ne esistono dalle 20 alle 30 specie, molte delle quali originarie dell’Europa centrale e meridionale e dell’Asia minore, dove risultano molto diffuse.
Sono piante piuttosto rustiche, dalla crescita lenta, che esigono terreno ricco, fresco e ben drenato, e vanno coltivate in ombra luminosa. 
L'elleboro non è adatto alla coltivazione in zone con estati secche, ma dove il clima lo consente sono fiori assolutamente imperdibili, sebbene tossici se ingeriti. 
Secondo una leggenda un elleboro sarebbe stato portato in omaggio a Gesù Bambino da una povera pastorella che non poteva recare doni più preziosi.

 

Per vedere altre bellissime immagini di ellebori, coltivate anche in vaso, consiglio di leggere il post dell'amica Maurizia de Il giardino sfumato, che propone questi fiori in alternativa alla classica stella di Natale.
Proprio come gli ellebori, anche i crochi fioriscono in inverno, alcuni all’inizio dell’anno e altri verso marzo.
Se piantate i bulbi in autunno disseminati quà e là a macchie in mezzo al prato l'effetto sarà strepitoso, anche sotto la neve.


Un'altra pianta da non perdersi è la camelia, bellissimo arbusto sempreverde del tipo acidofilo, che io personalmente non sono mai riuscita a coltivare con successo per lungo tempo, (forse perché limitata dalla coltivazione in vaso causa l'alta alcalinità del mio terreno) ma che se trova le condizioni ideali richiede poche cure, è molto longeva e regala fioriture indimenticabili per anni.Produce fiori dai colori e dalle forme più svariate, singoli, semidoppi, doppi, ad anemone, a peonia.
Ne esistono circa 80 specie diverse, tutti originari dell'India, della Cina e del Giappone.  
Coltivate da centinaia di anni anche in Europa, esistono numerosissimi ibridi.
Il suo fogliame è colore verde scuro, lucido, leggermente cuoioso.
Le più diffuse sono la camelia japonica, che fiorisce da gennaio fino all'inizio della primavera, con grandi fiori setosi simili a rose, insieme alla camelia sasanqua, con fiori meno vistosi, che sbocciano in dicembre-gennaio. 
La bellezza di questo tipo di arbusto merita sicuramente un mio futuro approfondimento.


domenica 7 ottobre 2012

È il momento di piantare i bulbi!

Come anticipato in Il mio shopping preferito, l'autunno è il momento ideale per porre a dimora le bulbose a fioritura primaverile e anch'io oggi sono riuscita finalmente a piantare i miei ultimi acquisti di bulbi, esattamente di tulipani, allium e giacinti spagnoli.

I bulbi da fiore sono un genere di facile coltivazione e senza troppa fatica permettono di godere di bellissime fioriture primaverili ed estive anche ai giardinieri più inesperti!

Una volta fatto i giusti acquisti di materia prima, cioè di bulbi, tenendo conto dello spazio che avete a disposizione, della possibile esposizione, dei vostri gusti e degli eventuali accostamenti cromatici, ci si deve organizzare per la messa a dimora dei nuovi futuri fiori prima possibile.

Uno dei miei allium Gladiator
Se per cause di forza maggiore siete costretti a rimandare questa operazione, è meglio togliere i bulbi dall'eventuale imballaggio di spedizione (se comprati online) e conservarli in un luogo asciutto e buio, ad una temperatura tra i 10 e i 15°, con sufficiente ricambio d'aria, per evitare che marciscano o ammuffiscano.

Dovrete comunque interrarli primo delle gelate, cioè finché il terreno è facile da lavorare!

venerdì 21 settembre 2012

Consigli per la potatura delle siepi


Foto dal web
La potatura delle siepi spesso è sottovalutata ma in realtà è un'operazione fondamentale per ottenere delle strutture che facciano da perfetto sfondo a tutto ciò che costituisce il nostro giardino.

Effettuare questa operazione al momento e nel modo giusto è indispensabile per renderle non solo più belle, ma anche più sane, garantendo un continuo ricambio di foglie, al fine di evitare che per scarsa aerazione le piante possano essere attaccate da malattie come il mal bianco.

Esistono diversi tipi di siepe e diverse tipi di essenze utilizzate per la formazione di siepi secondo le esigenze, il clima, la posizione, la misura, ecc.
Possono avere un aspetto compatto, come nel caso delle sempreverdi e delle conifere, oppure differenziarsi nelle stagioni come le siepi a foglia caduca.
Foto dal web

Esistono due metodi differenti di potatura: formale o informale. 
La potatura formale prevede il taglio geometrico della vegetazione secondo forme molto ordinate, tipiche dei giardini classici.
Ne sono esempi i giardini delle ville antiche, dei castelli, di alcune residenze storiche nel mondo.
Si tratta di una pratica rigorosa, effettuata con tagli che favoriscano la crescita dal basso verso l’alto, utili ad educare la pianta a crescere eventualmente legata ad una sagoma.
L'arte topiaria ne è la massima espressione.
Ricordate il mitico giardiniere Edward nani di forbice?
Questo tipo di potatura deve essere effettuata con molta regolarità e precisione.
Se si vuole ottenere una siepe compatta e sana infatti, è bene cominciare le potature appena le piante vengono poste a dimora, per indirizzare fin da subito lo sviluppo iniziale delle piante con la produzione di nuovi rami.

martedì 4 settembre 2012

La tecnica della talea

Talea.... questa sconosciuta.

La talea è un metodo di propagazione delle piante molto utile perché permette di creare innumerevoli nuove piante identiche alla pianta madre a bassissimo costo e con poca fatica.
Esistono diversi tipi di talea secondo il periodo dell'anno in cui si effettuano e secondo la specie che dobbiamo riprodurre. 
Dopo un pò di tempo che varia in funzione della pianta, della stagione e del tipo di talea, sulla superficie del taglio si forma il callo, cioè un nucleo di cellule attive in crescita dalla quale si genereranno le radici che consentiranno lo sviluppo dell'apparato aereo della pianta.
Le rose e gli arbusti ad esempio danno risultati migliori se riprodotti con talea legnosa o semilegnosa, i gerani e altri fiori da vaso radicano meglio con talea erbacea.
Prima di prelevare talee è quindi bene informarsi sul tipo di talea che ci può garantire maggiori successi a seconda della pianta che vogliamo propagare.
Le talee si ottengono con successo assicurato se seguite alcuni necessari accorgimenti.

L'estate o la tarda primavera è la stagione giusta per effettuare le talee semilegnose, prelevando delle porzioni di ramo sano di circa 10-15 cm. parzialmente lignificate: si taglia con un attrezzo molto affilato subito di sotto un nodo, poi si cima in alto asportando le foglie per evitare che la nuova piantina sprechi energie per lo sviluppo in altezza, quando invece ci serve lo sviluppo radicale. 
Dopodiché si interra il rametto, inserendo possibilmente un nodo nella miscela di torba e perlite, oppure terriccio e sabbia, e proprio dal nodo si svilupperanno le nuove radici.
Pur essendo una talea estiva scegliete un giorno in cui la temperatura non sia superiore ai 35 gradi per evitare che la piantina debba combattere con il caldo eccessivo.
La talea semilegnosa è perfetta per propagare praticamente tutti gli arbusti, come quelli da siepe, esempio il lauro e la photinia red robin, ma anche alle rampicanti robuste.

Molto simile è la tecnica della talea legnosa, che si pratica a novembre-dicembre, (prima delle gelate) o alla fine dell'inverno, prelevando porzioni di arbusto dell'anno precedente, non eccessivamente vecchi.
Se si ha l'accortezza di togliere una piccola porzione di corteccia e di foglie dalla parte bassa del rametto, la radicazione sarà facilitata.
Questo tipo di talea si effettua per propagare piante ad alto fusto e alcuni grandi arbusti.

Le talee erbacee si praticano in primavera tagliando una piccola parte verde della pianta che si desidera riprodurre e interrarle nella miscela in vaso rispettando lo stesso verso che avevano prima del taglio. 
Questo tipo di talea è indicato per le piante erbacee, perenni o annuali, oppure piccoli arbusti, come l'ortensia, la lavanda, il rosmarino, oppure per l'acanthus, la primula, il geranio.

Esiste anche la talea di radice, poco praticata, che si effettua a fine inverno o primavera prelevando una porzione di radice di pochi centimetri e mettendola semplicemente in acqua o interrandola poco profondamente in terriccio drenante.
Appena radica si può mettere a dimora.
Io personalmente non l'ho fatta spesso, ma è particolarmente adatta al potos, all'edera e alla menta, tutte piante che attecchiscono solo a guardarle.

Per riassumere potrebbero essere utili i video tutorial del sito: Giardinieri in affitto.it, tratti dalla trasmissione televisiva che probabilmente conoscerete anche voi, condotta da due ragazzi entusiasti e preparati, un siciliano e un inglese, Dario e Jonathan, che presso il giardino o il terrazzo di turno insegnano all'ospite come imbellire lo spazio verde con le giuste tecniche di giardinaggio, tra cui anche il taleaggio.

lunedì 27 agosto 2012

Cura del prato in estate

Non si può negare che un bel prato curato dona un aspetto salutare e fresco ad ogni giardino. 
L'esempio della bellezza dei prati inglesi è significativo.
Purtroppo a causa del clima meno fresco e piovoso rispetto al nord Europa (a parte qualche eccezione per le zone lacustri e montane) i prati inglesi in Italia sono impossibili da ricreare.

Spesso il prato in estate soffre a causa delle temperature e del grado di umidità eccessivi; grazie a piccoli accorgimenti si può aiutare il tappeto erboso a superare senza problemi questo difficile periodo.

sabato 21 luglio 2012

Promemoria di giardinaggio estivo


Coreopsis Sunray - erbacea perenne a fioritura estiva con fiori che sembrano tanti piccoli soli!

Nei mesi di luglio e agosto, le temperature torride non permettono di compiere attività di giardinaggio intenso. 
Sarebbe più divertente e rilassante godersi l’ombra di un albero o di un portico mentre ammiriamo i colori e annusiamo i profumi dell’estate, magari spiando qualche insetto o uccellino che ha trovato il giusto habitat nel nostro giardino. 
Ma visto che qualcosa c'è sempre da fare anche in questa stagione, prepariamoci prima psicologicamente e poi .... via iniziamo....preferibilmente nelle ore più fresche!

martedì 24 aprile 2012

Nel Segno del Giglio 2012

La mostra mercato del giardinaggio di qualità sta per arrivare!
Nel Segno del Giglio si svolgerà dal 27 al 29 aprile presso il Parco della Reggia di Colorno.

Nel Segno del Giglio torna come ogni anno in un week end di aprile nel magico contesto del Parco della Reggia di Colorno, imponente edificio farnesiano e dimora estiva di Maria Luigia.
(A proposito di Maria Luigia avete letto la violetta e la duchessa di Parma?)

La Provincia di Parma ha provveduto ai lavori di messa in sicurezza delle strutture della Reggia in tempi record per assicurare che la manifestazione avesse luogo, dopo i danni subiti dalle recenti scosse di terremoto.

Ora è tutto pronto e io ...ci vado! 

martedì 27 marzo 2012

Amici e talee

Domenica è sempre la giornata ideale per vedere amici o ospitarli a casa.
La stagione in questi giorni è veramente benevola ed il giardino ci richiama a viverlo pienamente.
 
Nel pomeriggio di domenica scorsa i miei amici Samantha e Michele (lui è stato il primo ad iscriversi al mio blog!!!) con Nickolas, di quasi tre anni, sono passati a trovarci.
Conoscendo il mio giardino e la mia passione per le piante ed i fiori, sono venuti armati di vasi e terra con il proposito di prelevare alcune talee dal giardino per riempire dei vasi da mettere sul balcone di casa.
Noi donne ci siamo messe all'opera mentre i maschietti si godevano il verde, e tagliando e interrando, abbiamo fatto diverse talee di un paio di sempreverdi, lonicera pileata, evonimo variegato fortunei, poi di rosmarino, aloe, crassula e un'ultima succulenta ricadente di cui non conosco il nome.
Ovviamente le foto dei risultati e degli amici non mancano!

Sam e Nick e le talee già invasate
 

venerdì 2 marzo 2012

Giardinaggio mon amour


È arrivato il momento di dedicarsi al giardinaggio!
Forse sono un pò arruginita dalla pausa invernale, ma sicuramente sono pronta a tornare alla grande passione primaverile.... e non vedo l'ora di iniziare!!!

Il tepore di questi giorni mi fà sentire già in primavera; se ne vedono i primi segnali in giardino, il prato, gli arbusti e gli alberi sembrano stiracchiarsi, come per sgranchirsi le ossa dopo il lungo sonno invernale e noi possiamo aiutarli e riprendere il loro vigore, quindi...prepariamo l'attrezzatura per il  giardinaggio e iniziamo!

L'operazione fondamentale da cui non si può prescindere per riassestare un giardino, ma anche un balcone con piante in vaso, è  la "pulizia del secco", cioè, l'eliminazione di tutte quelle parti secche e cotte dal gelo, ad esempio i rami degli alberi e degli arbusti rotti dal peso della neve e marciti per il gelo, la gramigna secca quà e là, le foglie cadute in autunno e ancora bagnate sul prato, soffocandolo, insomma tutto quanto impedisce alle piante di riprendersi la loro forza vitale.
Inoltre per favorire la ripresa vegetativa, si devono tagliare alla base le erbacee perenni, seccate durante l'inverno, dando così forza ai nuovi germogli, spesso già visibili alla base del terreano (crisantemi, astri, campanule, hemerocallis, ecc.)

Tutte le piante in vaso o in giardino che sono state protette con i teli di tessuto non tessuto o altro (nel mio caso gli oleandri), sono da scoprire per arieggiare e annaffiare e fargli godere i benefici di questo bel sole.
Togliere le piante in vaso dalle serrette in cui hanno trascorso la brutta stagione se il tempo lo permette, (per le piante grasse è meglio attendere che le notti siano meno fredde) comunque aprirle per arieggiarle nelle ore più calde, per eliminare la condensa che si crea all'interno per scongiurare la formazione di malattie fungine e di marciume radicale, malattie pericolose per tutte le piante, ma che colpiscono in particolare le piante grasse, facendole deperire in pochi giorni.  
Apenna la temperatura si stabilizzerà sopra i 8-10 gradi anche di notte, si potranno riportare tutti i vasi nella posizione scelta per la bella stagione.
Forse non tutti sanno che tutte le piante grasse fioriscono se posizionate in pieno sole, ed alcune fanno fiori incredbili!

Altrettanto indispensabile è annaffiare regolarmente le piante in vaso poste in casa al riparo, o comunque che non hanno modo di essere bagnate dalle precipitazioni.
Marzo è il mese ideale per iniziare ad aggiungere all'acqua delle innaffiature del concime liquido per le piante a seconda della tipologia (universale, per piante verdi o acidofile) per assicurare i giusti nutrimenti per la ripresa vegetativa e rinforzarle contro le eventuali malattie, oltre a far brillare il colore dei fiori.

Un'altra operazione consigliata è vangare vigorosamente la terra indurita dal freddo alla base degli arbusti e delle rose, utile per eliminare le larve di eventuali parassiti nascosti per sopravvivere all'inverno, cospargere l'ombra della chioma dell'arbusto con concime organico o a lenta cessione per rinvigorire prima dell'emissione delle foglie e successivamente dei fiori.

Non dimenticate l'indispensabile potatura delle rose, che devono essere tagliate piuttosto radicalmente, togliendo tutti i rami più sottili e quelli che si intrecciano fra di loro, abbastanza in basso; più potate le rose, più vigorose e belle fioriranno.
Io l'ho fatto sabato scorso approfittando della splendida giornata di sole.
Anche i rampicanti, come la clematis, la passiflora,  (se è sopravvissuta a questo lungo e freddo inverno) la lonicera, ecc. devono essere potati, oltre alle ortensie, se di grosse dimensioni, le buddleie, ma anche tutti gli arbusti a fioritura estiva come melograni, hibiscus, lagerstroemie, spiraee, weigelia, ecc… e il meraviglioso glicine, che necessita di due vigorose potature annuali, se non l'avete già fatto. 
Per una buona potatura è bene utilizzare sempre delle cesoie affilate e disinfettate perchè un taglio 
poco preciso può provocare malattie fungine.
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