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mercoledì 10 aprile 2013

I segreti della concimazione


Come preannunciato da qualche giorno, è giunto il momento di parlare di un argomento che interesserà soprattutto gli appassionati di giardinaggio.
Probabilmente risulterà molto noioso a tutti gli altri, quindi siete sollevati dal continuare a leggere se non amate le piante!
Per chi continua a leggere spero che ciò che ho scritto possa essere utile a chi è alle prime esperienze con il verde, o a chi spesso mi pone domande nei commenti in merito a questa buona abitudine, spesso sottovalutata.

Oggi si parla di concimazione!


La stagione delle concimazioni inizia con la ripresa vegetativa primaverile: proprio in questo periodo, tra marzo e aprile, è il momento giusto per fertilizzare sia le piante d'appartamento, che quelle esterne in vaso o in piena terra, gli arbusti da fiore o da frutto in giardino, l'orto e anche il tappeto erboso. 


Come ogni essere vivente, anche le piante, necessitano di nutrimento per svilupparsi in maniera rigogliosa e resistere alle avversità e alle malattie; la concimazione è un'operazione indispensabile per farle crescere correttamente. 
Senza nutrimento le piante non potrebbero radicare, fiorire, fruttificare, nè compiere le funzioni fondamentali, come la fotosintesi clorofilliana. 
In natura le specie spontanee ricevono il nutrimento necessario dall’acqua piovana e dai minerali disciolti nel terreno, ma queste condizioni non sono sempre presenti nei nostri giardini, perché non tutti i tipi di piante provengono dagli stessi habitat, con le stesse caratteristiche di terreno e condizioni climatiche.
Proprio per questi motivi, quasi tutte le piante coltivate a scopo produttivo od ornamentale devono essere concimate.
 


I concimi, contengono le sostanze nutritive fondamentali per la crescita delle piante, e possono contenere un solo elemento (concimi essenziali) o più elementi nutritivi (concimi complessi), tra cui l’azoto, il fosforo e il potassio.

martedì 4 settembre 2012

La tecnica della talea

Talea.... questa sconosciuta.

La talea è un metodo di propagazione delle piante molto utile perché permette di creare innumerevoli nuove piante identiche alla pianta madre a bassissimo costo e con poca fatica.
Esistono diversi tipi di talea secondo il periodo dell'anno in cui si effettuano e secondo la specie che dobbiamo riprodurre. 
Dopo un pò di tempo che varia in funzione della pianta, della stagione e del tipo di talea, sulla superficie del taglio si forma il callo, cioè un nucleo di cellule attive in crescita dalla quale si genereranno le radici che consentiranno lo sviluppo dell'apparato aereo della pianta.
Le rose e gli arbusti ad esempio danno risultati migliori se riprodotti con talea legnosa o semilegnosa, i gerani e altri fiori da vaso radicano meglio con talea erbacea.
Prima di prelevare talee è quindi bene informarsi sul tipo di talea che ci può garantire maggiori successi a seconda della pianta che vogliamo propagare.
Le talee si ottengono con successo assicurato se seguite alcuni necessari accorgimenti.

L'estate o la tarda primavera è la stagione giusta per effettuare le talee semilegnose, prelevando delle porzioni di ramo sano di circa 10-15 cm. parzialmente lignificate: si taglia con un attrezzo molto affilato subito di sotto un nodo, poi si cima in alto asportando le foglie per evitare che la nuova piantina sprechi energie per lo sviluppo in altezza, quando invece ci serve lo sviluppo radicale. 
Dopodiché si interra il rametto, inserendo possibilmente un nodo nella miscela di torba e perlite, oppure terriccio e sabbia, e proprio dal nodo si svilupperanno le nuove radici.
Pur essendo una talea estiva scegliete un giorno in cui la temperatura non sia superiore ai 35 gradi per evitare che la piantina debba combattere con il caldo eccessivo.
La talea semilegnosa è perfetta per propagare praticamente tutti gli arbusti, come quelli da siepe, esempio il lauro e la photinia red robin, ma anche alle rampicanti robuste.

Molto simile è la tecnica della talea legnosa, che si pratica a novembre-dicembre, (prima delle gelate) o alla fine dell'inverno, prelevando porzioni di arbusto dell'anno precedente, non eccessivamente vecchi.
Se si ha l'accortezza di togliere una piccola porzione di corteccia e di foglie dalla parte bassa del rametto, la radicazione sarà facilitata.
Questo tipo di talea si effettua per propagare piante ad alto fusto e alcuni grandi arbusti.

Le talee erbacee si praticano in primavera tagliando una piccola parte verde della pianta che si desidera riprodurre e interrarle nella miscela in vaso rispettando lo stesso verso che avevano prima del taglio. 
Questo tipo di talea è indicato per le piante erbacee, perenni o annuali, oppure piccoli arbusti, come l'ortensia, la lavanda, il rosmarino, oppure per l'acanthus, la primula, il geranio.

Esiste anche la talea di radice, poco praticata, che si effettua a fine inverno o primavera prelevando una porzione di radice di pochi centimetri e mettendola semplicemente in acqua o interrandola poco profondamente in terriccio drenante.
Appena radica si può mettere a dimora.
Io personalmente non l'ho fatta spesso, ma è particolarmente adatta al potos, all'edera e alla menta, tutte piante che attecchiscono solo a guardarle.

Per riassumere potrebbero essere utili i video tutorial del sito: Giardinieri in affitto.it, tratti dalla trasmissione televisiva che probabilmente conoscerete anche voi, condotta da due ragazzi entusiasti e preparati, un siciliano e un inglese, Dario e Jonathan, che presso il giardino o il terrazzo di turno insegnano all'ospite come imbellire lo spazio verde con le giuste tecniche di giardinaggio, tra cui anche il taleaggio.
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