Anche quest'anno alla fine di aprile, per tre giorni il Parco della Reggia di Colorno, sarà la meta preferita degli appassionati dei fiori e del giardinaggio.
Nello splendido scenario del giardino storico della piccola Versailles in provincia di Parma, dal 26 al 28, solo ad una quindicina di chilometri da casa mia, si svolgerà la ventesima edizione di una delle più curate manifestazioni italiane, dedicata a chi cerca piante di qualità, o a chi vuole imparare a coltivare fiori e frutti speciali senza particolari competenze, grazie agli esperti a disposizione che sveleranno i loro segreti.
Le mostre per gli amanti del giardinaggio in primavera sono tantissime e probabilmente si assomigliano un po' tutte, ma Nel Segno del Giglio ha uno spirito speciale in un contesto straordinario che ogni anno sa rinnovarsi e reinventarsi fra tradizione e innovazione.
Il Parco Ducale non è certo una location comune, non fosse altro per le dimensioni del magnifico giardino all'italiana, disegnato da Le Notre.
Sarà per questi motivi che la mostra florovivaistica dal nome che evoca il fiore simbolo della dinastia dei Farnese, ogni anno registra sempre più adesioni, raggiungendo un rilievo internazionale.

Gli espositori che parteciperanno a questa edizione saranno circa 150, tra i vivaisti e le altre aziende legate al settore del verde.
Offriranno una scelta selezionata, di altissima qualità, non solo di piante e fiori, ma anche di arredi da giardino, strumenti per il giardinaggio ed il birdgardening, cibi biologici, brocantage, ecc., oltre a diverse opportunità di intrattenimento per adulti e bambini.
Il tema di quest’anno sarà la biodiversità.
Saranno presenti gli “agricoltori custodi”, cioè aziende agricole della Provincia di Parma che da diversi anni coltivano frutti e ortaggi di varietà antiche in via di estinzione, che in tanti anni di lavoro, sono riusciti a preservare dall'oblio circa 700 varietà di alberi da frutto.
Da vent'anni a questa parte infatti un gruppo di insegnanti, agronomi e studenti di una scuola superiore di agraria di Parma, recuperano alberi da frutta, ortaggi e animali di specie in via di estinzione, cercandoli nei cortili di monasteri e nelle vecchie case di campagna.
Così facendo hanno raccolto sementi preziose di ortaggi obsoleti o talee di piante come la susina di Maria Luigia, da offrire a chi voleva coltivarle, per farle diventare patrimonio di tutti.





