Purtroppo è successo di nuovo.
Speravo non mi capitasse più, e invece, ieri, appena tornata dal lavoro nella pausa pranzo, ho trovato uno storno nato da non più di una settimana, vicino alla porta di casa!
Speravo non mi capitasse più, e invece, ieri, appena tornata dal lavoro nella pausa pranzo, ho trovato uno storno nato da non più di una settimana, vicino alla porta di casa!
Era un uccellino non ancora in grado di volare, e mi sono accorta di quell'esserino spaventato quando, avvicinandomi alla porta, ho sentito un flebile singolo cinguettio.
Ho guardato in basso ed eccolo lì, l'ennesimo storno caduto dal nido!!!
Ho guardato in basso ed eccolo lì, l'ennesimo storno caduto dal nido!!!
Appena l'ho visto sono stata colta dall'angoscia, non sapendo da quanto fosse lì, al caldo, lontano dalla mamma e probabilmente spaventato.
Dopo i primi secondi di sconforto per il destino del piccolo, mi sono fatta coraggio, l'ho delicatamente raccolto e portato al fresco all'interno di casa.
Come prima cosa gli ho dato da bere strizzandogli acqua nel becco con della carta da cucina, (il piccolo ha aperto il becco appena ha sentito le gocce sulla testa), dopodichè l'ho messo nella prima scatola da scarpe che ho trovato, foderando il fondo con una pagina di giornale.
Gli ho scattato un paio di foto con il telefono, ma non volevo spaventarlo ulteriormente, così dovrete perdonarmi se questa volta le immagini sono di scarsa qualità.
Avrei voluto dargli qualche piccolo boccone di carne ma non avendo del macinato, ho provato con del pollo che, nonostante abbia provato ripetutamente, non sono riuscita a fargliene mangiare più di due minuscoli pezzi.
Dopo pochi minuti si è addormentato nell'angolo della scatola con la testita appoggiata al cartone, tanto era stremato e ho sperato che fosse un bene.
Mentre continuavo a controllare che lo storno respirasse, ho rintracciato su internet gli orari e l'indirizzo della sede Lipu della mia città e appena ho potuto, sono partita.
Per fortuna il piccolo è rimasto calmo durante il viaggio in auto di pochi km, protetto nella sua scatola con il coperchio bucherellato per far passare aria sufficiente.
Ha continuato a fare dei pisolini, cinguettando solo un paio di volte, dandomi la certezza che era ancora vivo.
Una volta arrivata al centro di recupero ho consegnato l'uccellino ad una ragazza incaricata dei recuperi che mi ha rassicurato sul suo futuro, e a quel punto sono tornata a casa felice per aver fatto la cosa giusta.
L'esperienza dell'anno scorso, quando ho trovato l'altro storno caduto dal nido: Piovono uccellini mi è sicuramente stata utile per essere preparata a questa seconda avventura.
Ricordate com'era carino lo storno salvato in giardino un giorno di caldo torrido?
Chissà dove sta volando ora...
Dopo i primi secondi di sconforto per il destino del piccolo, mi sono fatta coraggio, l'ho delicatamente raccolto e portato al fresco all'interno di casa.
Come prima cosa gli ho dato da bere strizzandogli acqua nel becco con della carta da cucina, (il piccolo ha aperto il becco appena ha sentito le gocce sulla testa), dopodichè l'ho messo nella prima scatola da scarpe che ho trovato, foderando il fondo con una pagina di giornale.
Gli ho scattato un paio di foto con il telefono, ma non volevo spaventarlo ulteriormente, così dovrete perdonarmi se questa volta le immagini sono di scarsa qualità.
Dopo pochi minuti si è addormentato nell'angolo della scatola con la testita appoggiata al cartone, tanto era stremato e ho sperato che fosse un bene.
Mentre continuavo a controllare che lo storno respirasse, ho rintracciato su internet gli orari e l'indirizzo della sede Lipu della mia città e appena ho potuto, sono partita.
Per fortuna il piccolo è rimasto calmo durante il viaggio in auto di pochi km, protetto nella sua scatola con il coperchio bucherellato per far passare aria sufficiente.
Ha continuato a fare dei pisolini, cinguettando solo un paio di volte, dandomi la certezza che era ancora vivo.
Una volta arrivata al centro di recupero ho consegnato l'uccellino ad una ragazza incaricata dei recuperi che mi ha rassicurato sul suo futuro, e a quel punto sono tornata a casa felice per aver fatto la cosa giusta.
L'esperienza dell'anno scorso, quando ho trovato l'altro storno caduto dal nido: Piovono uccellini mi è sicuramente stata utile per essere preparata a questa seconda avventura.
Ricordate com'era carino lo storno salvato in giardino un giorno di caldo torrido?
Chissà dove sta volando ora...
Questo periodo dell'anno capita spesso che i nidiacei cadano dai nidi sui tetti o sugli alberi e bisogna assolutamente aiutarli prima che il caldo o possibili predatori gli possano nuocere.
Per chi non sapesse come nuoversi in questa situazione, ho dettagliamente riportato tutte le raccomandazioni della Lipu nel post: Come aiutare gli animali selvatici, ma se siete capitati qui e avete fretta di avere notizie, riassumo le principali cose da sapere.
Quando si trova un uccello, specialmente se fa caldo, bisogna innanzitutto farlo bere, con una siringa senza
di ago oppure (come ho fatto io) strizzando le gocce facendole scivolare direttamente nel becco da un pezzo di carta da cucina o semplicemente con il dito.
Dopodichè, se non potete portare subito il malcapitato uccellino al centro di recupero più vicino, tenete conto che dovrete cominciare ad alimentarlo spesso, dandogli omogeneizzati
di carne, piccoli pezzi di carne cruda oppure in mancanza di cibo una soluzione salina (tipo Gatorade) che potete fare in casa miscelando in un bicchiere d'acqua un po' di zucchero e un po' di sale.
Non tenete l'uccellino con voi, anche se siete tentati, perché se è una specie selvatica è giusto che rimanga libero in natura!
Non tenete l'uccellino con voi, anche se siete tentati, perché se è una specie selvatica è giusto che rimanga libero in natura!
Per chi mi legge da Parma e dintorni vorrei segnalare che la sede della Lipu, ora anche centro di raccolta, si è spostata da Via Trento a Via Udine n. 3, dove persone preparate e amorevoli accolgono gli uccelli in difficoltà, prendendosene cura fin dal primo momento.
Sono sicura di aver lasciato il piccolo in buone mani.
Mentre ero lì ho approfittato per firmare la petizione contro la cattura e la detenzione di uccelli come "esche" per l'attività venatoria, quelli che vengono chiamati "richiami vivi".
Questi poveri uccelli vengono catturati e rinchiusi ingabbia per il crudele scopo di cantare per attirare i loro simili, in modo da renderli facili prede dei cacciatori.
Sono sicura di aver lasciato il piccolo in buone mani.
Mentre ero lì ho approfittato per firmare la petizione contro la cattura e la detenzione di uccelli come "esche" per l'attività venatoria, quelli che vengono chiamati "richiami vivi".
Questi poveri uccelli vengono catturati e rinchiusi ingabbia per il crudele scopo di cantare per attirare i loro simili, in modo da renderli facili prede dei cacciatori.
Pensate che per fare in modo che cantino quando serve a loro, i cacciatori senza scrupoli rinchiudono gli esemplari di merli, cesene, tordi o allodole, in luoghi umidi e bui, con poca aria e igiene, in anguste gabbie dove è impossibile volare, ed è facile che subiscano traumi o ferite.
I pochi che sopravvivono all'atrofizzarsi degli arti e allo sconvolgimento dei ritmi giorno e notte, rischiano di vivere in gabbia tutta la vita.


