Come anticipato in Arrivano i settembrini era un pomeriggio estivo quando io e Francesco abbiamo avuto la fortuna di assistere ad una scena quotidiana in natura che difficilmente l'occhio umano si trova a testimoniare.
Una mantide religiosa (quasi sicuramente femmina viste le dimensioni) si era nascosta in mezzo ai fiori di astro del giardino, e da quella posizione privilegiata riusciva a cacciare le prede volanti che passavano nei suoi paraggi.
Ho già accennato nel post dedicato a questo stupendo insetto (Eleganza in verde), che spesso la mantide femmina non è in grado di volare, quindi per cacciare le prede utilizza le lunghe zampe munite di spine che terminano con un uncino.
Le foto sono la testimonianza di questa incredibile, naturale, caccia quotidiana.
La mantide non preoccupata della nostra estrema vicinanza, prima catturava una vespa e se ne cibava appoggiandola contro ad un fiore tenendola ferma con le zampe, poi disturbata dall'arrivo in soccorso di un'altra vespa, con una zampa teneva ferma la prima preda mentre cercava con la zampa rimasta libera di intercettare la seconda.
La coraggiosa vespa, colpita dalla lunga zampa appuntita, cadeva stordita su un astro vicino, ma si ripigliava velocemente e volava via scongiurando di finire come la sua simile.
Alla fine del pasto, la grossa mantide si puliva soddisfatta gli efficaci attrezzi di caccia e rimaneva lì in attesa di altri imprudenti voli.
La coraggiosa vespa, colpita dalla lunga zampa appuntita, cadeva stordita su un astro vicino, ma si ripigliava velocemente e volava via scongiurando di finire come la sua simile.
Alla fine del pasto, la grossa mantide si puliva soddisfatta gli efficaci attrezzi di caccia e rimaneva lì in attesa di altri imprudenti voli.
Quella che avviene in natura tra prede e predatori è l'unica caccia che posso tollerare e che non mi infastidisce vedere (tranne qualche eccezzione).




